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Omaggio al Maestro Ennio Morricone

“La musica in un film  esprime ciò che immagini e parole non riescono a dire.”

Questo è un momento in cui la notizia della morte di  persone a noi conosciute ci raggiunge spesso.  Tre giorni fa quella di Giuseppe Curallo, oggi quella di Ennio Morricone sono solo le ultime di un lungo elenco che in questi ultimi mesi hanno rattristato la mia esistenza.

Sono tanti e non riesco ad abituarmi: ogni volta è un colpo al petto che produce frastuono e disorientamento.

Quella di oggi riguarda Ennio Morricone. Non l’ho mai conosciuto, non l’ho mai visto da vicino ma è come se avessi perso un amico.  Quasi tutte le sere prima di coricarmi  mi fermo davanti al pici e ascolto musica sicuro di trovare la serenità che merita ciascuno di noi dopo una giornata impegnativa.

La trovo nella musica dei grandi compositori da Debussy a Satie, Da Wagner a Mozart  da Tchaikovsky a Stravinkij,  da Barber a  Gershwin  da Ortolani a Morricone dagli anonimi del seicento a Martini.

Ogni sera un autore in dipendenza di come ho trascorso la giornata. Ogni autore è correlato al mio stato d’animo. Con Morricone  vado nella certezza che qualunque sia il mio stato d’animo trovo un brano nelle sue opere che riesce a darmi serenità anche se ciò che mi angustia oggi non è ciò che mi  angustiava ieri.

A mia avviso non esiste un autore che sia riuscito ad esprimere i modi di sentire le situazioni come ha fatto lui.   Ecco perché mi è rimasta in mente quella sua frase . La musica in un film esprime ciò che  immagini e parole non riescono a dire.

Per questo motivo  sento Morricone molto vicino a me. E’ come un amico che ha sempre saputo trovare le giuste parole nel momento giusto. Puntuale,  sempre pronto a intrattenermi con dolcezza, con fermezza, in modo  forte o tenero.  Forse solo un autore con un  solo brano è riuscito a darmi la stessa emozione che Morricone mi trasmette in tutte le sue opere. Mi riferisco ad un autore del ‘700, Martini, che con la sua Plaisir d’amour  in certi momenti mi è vicino.

Con la dipartita di Morricone ho perso un amico  ho perso un Maestro che mi ha indotto alla ricerca ragionata,  secondo il suo principio,  delle musiche che accompagnassero i miei documentari.  So di non esserci riuscito perché non ho mai potuto realizzare il sogno di trasmettergli  ciò che  sentivo mentre registravo  le immagini e le mettevo insieme  e quindi non ho mai potuto chiedergli di integrare con la sua grandezza d’animo i miei racconti e mi sono accontentato di trovare ciò che più si avvicinava al mio sentire.

Però Maestro mi hai fatto sognare ancora prima di appoggiare la testa sul cuscino così come solo i grandi poeti e i grandi narratori sono riusciti  talvolta a fare.

Grazie Maestro,   grazie amico.

Giorgio Ricci