Mondo Cinema

Giuseppe Tornatore a Latina per il documentario sulla vita di Ennio Morricone

E’ stato uno dei pochi che Ennio Morricone, il grande compositore scomparso lo scorso 6 luglio all’età di 91 anni, ha indicato nel suo “auto-necrologio”: Peppuccio, il vezzeggiativo con cui chiamava Giuseppe Tornatore. Proprio il regista, premio Oscar come il suo maestro, sarà a Latina per attingere all’Archivio epistolare di Goffredo Petrassi custodito dalla Fondazione Campus Internazionale di Musica in cui sono conservate anche alcune lettere autografate che il compositore aveva scritto a macchina (per non costringere Petrassi a decifrare la sua scrittura)  per chiedere consigli.

La domanda di accesso alla documentazione da parte di Tornatore attende solo il via libera della famiglia Morricone, che evidentemente non dovrebbe tardare ad arrivare, mentre gli eredi Petrassi hanno già dato il loro consenso. Il materiale servirà per un film documentario che uscirà a breve: Ennio The Maestro, titolo originale Lo Sguardo della Musica, in cui il regista originario di Bagheria racconterà la vita e le opere di Ennio Morricone raccogliendo le testimonianze di molti personaggi, vivi o già trapassati, legati alle sue musiche: Dario Argento, Bernardo Bertolucci,  Bruce Springsteen, Lina Wertmüller, Marco Bellocchio, Joan Baez, Liliana Cavani, Giuliano Montaldo, Vittorio Taviani, Nicola Piovani, Roberto Faenza, Silvano Agosti, Franco Piersanti, Franco Migliacci, Miranda Martino e naturalmente la sua stessa testimonianza.

Ma quelle lettere non sono l’unico punto di contatto del Maestro appena scomparso con Latina. “Il Campus  – ricordano dalla Fondazione la presidente Elisa Cerocchi e la responsabile dell’organizzazione Tiziana Cherubini – ha avuto l’onore della sua presenza sempre discreta nelle passate edizioni del Festival Pontino e per il centenario petrassiano. Per quell’anniversario, su invito di Riccardo Cerocchi e di Luigi Pestalozza, Morricone dedicò al suo Maestro “Riverberi”, un trio eseguito in prima mondiale a Latina il 18 giugno 2004, nel Teatro Ridotto con il Maestro in sala. Per Goffredo Petrassi, Morricone nutriva un’autentica e immutata devozione, testimoniata in tante  interviste ma anche nei documenti epistolari conservati nell’Archivio Petrassi, custodito dal Campus, pregni di sentimenti amorevoli per il suo Maestro che ringrazia per il tempo che gli dedica,  per i consigli: “lo faccia con generosità – aggiunge profetico in una lettera del 1957 – perché le Sue parole sono per me un seme che darà frutti”.

Ma Morricone tornò al Festival Pontino anche in seguito, l’ultima volta dieci anni fa. “Era il 2010; aveva scritto un pezzo per il quarantennale del Campus, su un testo poetico della nipote Valentina. Alcuni mesi prima, parlando del brano che stava scrivendo, volle leggere quella poesia al telefono e  si emozionò, emozionando anche chi era all’altro capo del telefono”, proprio nella sede del Campus. Il brano fu eseguito in prima mondiale a Sermoneta dall’Ensemble Algoritmo, con Alda Caiello e Mariano Rigillo.

Giuseppe Mallozzi