Mondo Cinema

Un ciclo di film in tv propone il Cinema di Pupi Avati

Da martedì 5 maggio Cine34 sta programmando un ciclo di film dal titolo “In arte Pupi”. Pupi è Pupi Avati, il regista bolognese che l’anno scorso ha festeggiato cinquant’anni di carriera. Anche la Fedic lo festeggiò nel 1996 a “FilmVideo” di Montecatini dove lo invitai per ricevere l’”Airone d’Oro alla carriera”. L’Evento avvenne il 6 luglio al cinema “Imperiale” nella serata inaugurale del Festival durante la quale proiettammo il suo film “Dichiarazioni d’amore”(1994) che racconta un momento di vita nella Bologna 1948 di un gruppo di ragazzi quindicenni che frequentano la stessa scuola ed abitano nello stesso quartiere. Narrando attraverso le loro vicende sentimentali, familiari e scolastiche la volontà di riprendersi dalle lacerazioni della guerra.

Paolo Micalizzi e Pupi Avati a Film Video ’96

Nell’occasione lo intervistai davanti ad un folto pubblico ripercorrendo insieme le fasi principali della sua carriera. Una carriera che oggi si può ripercorrere, in parte, in 12 film, fino al 26 maggio. Già programmate alcune delle prime opere con cui inizia a mettere in scena “commedie umane”: la multinazionale dell’amore narrata in”Bordella”(1975), il fantastico e l’immaginario di “La mazurka del Barone, della Santa e del Fico Fiorone”(1974) con il miracoloso albero del Fico creato dal mago degli effetti visuali Carlo Rambaldi: un film che ha segnato nel cinema l’ingresso di un nuovo talento che iniziava a distinguersi dalle mode del nostro cinema. Poi, le vicende poliziesche alla Agata Christie di “Tutti i defunti…tranne i morti”(1977). Ma anche l’horror gotico di “La casa dalle finestre che ridono”(1976), un cult movie ambientato nel Delta del Po , come altri, tra cui il poetico “Le strelle nel fosso”(1979) che in questa programmazione di Cine34 non figura ma che speriamo possa essere proposto in un altro ciclo. Ma anche storie moderne come “Impiegati”( 1985) su una condizione generazionale e sociale piuttosto confusa, personaggi che annaspano tra ricatti, gelosie, tradimenti, perversioni,, promozioni e rendez- vous al circolo del golf. Personaggi apparentemente liberi, sicuri ed eleganti. Oppure, “La rivincita di Natale”(2003), seguito di quel “Regalo di Natale”(1986) sulle false amicizie con personaggi pronti al tradimento ed all’inganno e non solo sul tavolo da gioco che è il set delle vicende: film che rivelano un sorprendente Diego Abatantuono, nel suo primo ruolo drammatico. Faranno seguito, andiamo in ordine di programmazione a partire dal 19 maggio, film come “La cena per farli conoscere” (2006) dove Abatantuono è un attore al crepuscolo che dopo essere stato scaricato da una giovane starlette in seguito ad un intervento sbagliato di chirurgia estetica, tenta il suicidio: al suo capezzale accorrono le tre figlie ed alla vigilia di Natale in una cena a casa di una di esse conosce una dona affascinante, cultrice appassionata dell’attore. Una riflessione di Pupi Avati sui conflitti sentimentali. Ma anche “Il papà di Giovanna”(2008) dove Pupi Avati ritorna nella sua Bologna ambientandovi una storia del 1938 in cui un professore di disegno tenta di convincere la figlia, un po’ bruttina, a farsi corteggiare, ed è proprio in seguito a queste aspettative del padre che Giovanna(una convincente Alba Rohrwacher) , uccide la sua migliore amica, una sua compagna di scuola che scopre avere rapporti sessuali con il suo ragazzo nella palestra della scuola: verrà ricoverata in un manicomio ed il padre(Ezio Greggio) da quel momento vivrà in funzione della figlia, rinunciando a vivere la propria vita. Chiude “Sposi”(1988), film ad episodi diretto insieme a Cesare Bastelli, Luciano Manuzzi, Antonio Avati e Felice Farina in cui vengono narrate le storie di alcune coppie, alcune destinate a sposarsi ed altre no.

La conclusione è il 26 maggio con “Il cuore grande delle ragazze”(2011) in cui Pupi Avati racconta una storia, ambientata ancora negli anni trenta. Protagonista , un ricco possidente terriero (Gianni Cavina) che cerca di far sposare una delle due figlie ancora zitelle ad un analfabeta (Cesare Cremonini) e per questo gli promette una moto Guzzi, ma l’uomo s’innamorerà della figlia adottiva , molto avvenente , rientrata da Roma. In programma anche “Il figlio più piccolo”(2010) dove un piccolo imprenditore( Christian De Sica) scaltro ed ambizioso alla fine per salvarsi scarica i suoi guai sul giovane figlio (Nicola Nocella) , studente Dams, innamorato di film splatter. Negli interessi di Pupi Avati figura anche la storia del Medioevo espressa in opere come “Magnificat”, film in cinque episodi intessuti tra loro che hanno come temi la ricerca di Dio, l’ignoranza e la superstizione. La storia si svolge a metà del dodicesimo secolo al termine della dinastia dei Re Carolingi, la settimana antecedente la SS. Pasqua: una serie di personaggi, per ragioni diverse, si recano a Malfole, dove sorge il Monastero e l’Abbazia della Visitazione, un sacro luogo dove è custodita la Tunica della Santa Vergine Maria che si dice essere miracolosa per le partorienti. Un autore , Pupi Avati, che approfondisce tanti temi. Dal ricordo alla storia moderna ed a quella medioevale attraversando tutti i generi con un’impronta originale. Che si possono ripercorrere in questo ciclo di Cine34 in cui si avrà modo di vedere all’opera attori nati con il cinema di Pupi Avati ed altri, già noti, cui il regista dona nuova vitalità.

Paolo Micalizzi