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Venticinque anni fa Michelangelo Antonioni dopo l’Oscar alla Carriera ricevette il Premio Marzocco al Valdarno Cinema Fedic

Il 27 marzo di venticinque anni fa, il regista ferrarese ha ricevuto a Los Angeles il Premio Oscar alla carriera. Era di lunedì e le cronache di allora riferiscono che prima di quel giorno il mondo di Hollywood senza attendere la consegna del prestigioso riconoscimento lo accolse molto calorosamente con tante iniziative. Un programma fittissimo per il grande Maestro del cinema: dal pranzo alla Academy con il “Gotha” dei registi americani all’incontro serale con i membri del Comitato che si è battuto per convincere la Academy a rendere giustizia , con un Oscar, al regista del film “L’avventura”.

Jack Nicholson consegna l’Oscar alla Carriera a Michelangelo Antonioni

Un Comitato che comprendeva i nomi dei “grandi” di Hollywood( un centinaio, i firmatari), da Robert Altman a Martin Scorsese( che insieme al nostro Bernardo Bertolucci si era reso promotore dell’iniziativa scrivendo al Presidente Arthur Hiller che decise di premiare il regista italiano perché “ con il suo cinema ha cambiato il cinema del mondo”), da Francis Ford Coppola a Oliver Stone, da Robert Redford a Quentin Tarantino. E successivamente alla consegna dell’Oscar, l’inaugurazione della nuova sede dell’Istituto di Cultura di Los Angeles per cui si era scatenata la corsa agli inviti che prevedeva la partecipazione di un migliaio di persone, comprese Sophia Loren, Richard Gere e Jack Nicholson.

E’ stato proprio il protagonista di “Professione: Reporter” a consegnare l’Oscar alla carriera a Michelangelo Antonioni, accolto da una stand ovation. Che ha ringraziato tramite la moglie Enrica, impedito parzialmente dell’uso della parola a causa dell’ictus che l’aveva colpito nel 1985 : “E’ bello ricevere un premio come questo ed è bello ricevere tanto amore. Michelangelo nei suoi film ha sempre cercato di andare al di là delle parole per incontrare il grande mistero del silenzio. Ora però vuole dire una cosa”. Con voce flebile il regista ottantaduenne ha sussurrato: Grazie. Da me intervistata Enrica Fico Antonioni ha dichiarato che l’attribuzione del Premio Oscar li aveva raggiunti a Parigi mentre preparavano il film “Al di là delle nuvole” che poi a Settembre fu presentato con successo alla Mostra di Venezia. La notizia arrivò a lei in albergo verso le 4 del mattino con una telefonata di un loro amico produttore, da Los Angeles. Lei e l’assistente personale di Michelangelo sono corsi subito in camera e urlando di gioia lo hanno svegliato per informarlo. Fu, subito, grande festa, con una bottiglia di champagne. E fu anche grande festa con amici e conoscenti che si congratulavano, e con la troupe. “Un’energia vitale, conclude Enrica, che ci ha sostenuto per settimane”.

Michelangelo Antonioni al Valdarno Cinema Fedic

Il 1995 è stato, quindi, un anno molto importante per Michelangelo Antonioni. A Ferrara, dopo il bagno di folla che gli aveva riservato il mondo di Hollywood, la città gli aveva preparata un’accoglienza calorosa per l’apertura del Museo a lui intitolato. E il neo-Oscar è arrivato direttamente da Hollywood ad inaugurarlo, alla presenza del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Adesso il Museo è chiuso e l’augurio generale è che presto possa ritornare a nuova vita. In quell’occasione essendo suo amico da tanti anni, invitai Michelangelo Antonioni e la moglie Enrica a partecipare al “Valdarno Cinema Fedic” che dirigevo dal 1993. Accettarono, ed un mese dopo, mantenendo la promessa, arrivarono al Festival accolti con tanta felicità da me, dal Presidente del Comitato organizzatore Marino Borgogni , dal Sindaco della Città Gennaro Lo Santo e dall’affollata folla di cinefili Fedic, ma non solo, che partecipava alla manifestazione. In quell’occasione a Michelangelo Antonioni fu consegnato il “Premio Marzocco” alla carriera e fu proiettato della moglie Enrica Fico il suo documentario( 1992, 37’) “Lux Orientis” sulla vita di S. Francesco. Era il suo esordio come regista dopo essere stata aiuto regista di Michelangelo Antonioni per alcuni film e documentari, a partire da “Chung Kuo, Cina” del 1972. Enrica, ebbe a dichiarare:” Girare è stata la sorpresa più grande . Era la mia prima regia, la prima volta che usavo la pellicola; avevo avuto soltanto esperienze in elettronica. La mia guida è stato l’insegnamento di Michelangelo Antonioni: ‘La cosa importante è vedere, se riesci a vedere, ad immaginare una scena, puoi anche girare’. E cosi è stato. La mia immaginazione, così stimolata da tanti messaggi e dall’aiuto prezioso di tutte le persone che lavoravano con me, toccate anche loro dalla Grazia di S. Francesco, mi ha permesso di vedere, di intuire le emozioni di Francesco, di tradurre l’atmosfera di quei luoghi santi in immagini. Non è stato solo fare un film, ma vivere con Francesco”.

Massimo Maisetti con Michelangelo Antonioni al Valdarno Cinema Fedic

Michelangelo Antonioni ed Enrica Fico hanno approfittato, in quell’occasione, del soggiorno nella città natale di Masaccio per visitarne la mattina successiva, i tesori d’arte. Fu ricevuto dal Sindaco in Comune e, dopo aver passeggiato per le strade del centro, attorniato da una piccola folla di curiosi, ed aver acquistato, come riferisce anche l’articolo di Fabio Norcini su “La Repubblica” del 1 maggio, una quantità di terrecotte in una bancarella che esponeva lavori di giovani disabili, è andato a vedere l’Annunciazione dell’amatissimo Beato Angelico nel vicino Museo della Basilica. Fu una giornata memorabile, ed io sono ancora orgoglioso di averlo invitato al Festival e che lui, per amicizia, abbia accettato.

In quell’anno il film fu poi presentato, “fuori concorso” alla Mostra del Cinema di Venezia dove il regista è stato accolto, come ho avuto modo di constatare di persona, da un’ovazione commovente e sincera, alla quale aveva risposto con un commosso sorriso ed un ampio ed energico cenno dl braccio. Un film che si compone di quattro episodi di cui il primo è stato girato tra Ferrara e Comacchio. Racconta una storia d’amore tra Ines(Ines Sastre) e Silvano(Kim Rossi Stuart) che s’incontrano a Comacchio e sentono di amarsi, si lasciano e si ritrovano dopo alcuni anni a Ferrara. Ma nel momento in cui l’uomo sta per possedere la donna , vi rinuncia perché non vuole consumare un desiderio covato per tanti anni. Un film molto seguito dalla gente di Ferrara che ha potuto vedere come il regista, malgrado non potesse parlare, guidava i suoi collaboratori , tra cui Wim Wenders e la moglie Enrica, con gesti seguendo la realizzazione da un monitor. Un grande esempio di uno che nella vita non si è mai arreso ed è riuscito a portare a termine un’opera che poi ha avuto, oltre ai consensi della critica, grande successo -al box office.

Paolo Micalizzi

VIDEO Michelangelo Antonioni riceve l’Oscar alla Carriera