Focus

In ricordo di Massimo Maisetti (di Paolo Micalizzi)

Un numero speciale di FEDIC MAGAZINE per ricordare Massimo Maisetti, scomparso il 31 gennaio u.s. dopo una lunga malattia. Un Presidente Fedic, pieno di energie e di interessi che appena cominciava una cosa stava già pensando come iniziarne un’altra, sottolinea giustamente Maria Teresa Caburosso nel suo ricordo di Massimo, ed io posso confermarlo avendolo conosciuto e frequentato per tanto tempo. Ma anche uomo di grande capacità oratoria desideroso con molto entusiasmo di trasmettere nei giovani l’amore per il cinema e per la cultura.

Io, prima di incontrarlo personalmente, lo avevo conosciuto nell’attività di Cineforum attraverso i suoi scritti pubblicati quando era Presidente del Cineforum di Busto Arsizio: in particolare Saggi molto approfonditi su Ingmar Bergman, di cui analizzava la crisi spirituale dell’uomo moderno che emergeva nei suoi film, e sul colore nel cinema, confluiti nella pubblicazione di due preziosi volumetti che sono ancora conservati nella mia Biblioteca. Cosi come conservo le sue pubblicazioni sul cinema d’animazione italiano e su quelle, molte preziose, monografiche dedicate al cinema d’animazione delle Repubbliche Sovietiche, frutto di rassegne da lui dedicate a quella cinematografia. Rassegne estese anche al cinema d’animazione cecoslovacco, ungherese, bulgaro, svizzero. Un settore in cui profondeva cultura ed entusiasmo che portava avanti attraverso l’ISCA. Un’attività che nel 20° anniversario della Fondazione di questo Istituto gli valse da parte del Comune di Milano, l’Ambrogino d’Oro, riconoscimento di cui andava fiero, come ricorda il figlio Marco. In merito alle sue pubblicazioni non si possono poi non ricordare quelle legate alla rassegna-convegno annuale “Cinema e Psicoanalisi” portata avanti insieme alla moglie Franca Mazzei.
Il suo rapporto con la Fedic inizia nel 1975, quando viene chiamato come giurato al Festival di Montecatini. Da qui, un lungo percorso che lo vede pervenire alla Presidenza e ad unirsi nella battaglia per liberare i filmmaker dal termine di cineamatore e per far assumere loro una dimensione più consona ai tempi: il cinema inteso come libera espressione per comunicare con gli altri.

La Presidenza della Fedic gli viene attribuita nel 1993. Ed è in questo ruolo che io inizio con lui una intensa collaborazione che mi vede al suo fianco (insieme a Claudio Bertieri, a Floriana Maudente ed a Ernesto G. Laura) anche nella Direzione Artistica del Festival di Montecatini e che lo vedo sostenermi nella Direzione Artistica di Valdarno Cinema Fedic. In quegli anni ho il suo sostegno anche in due iniziative, da me curate, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: dal 1993 il Premio Fedic e dal 1995 il Forum Fedic. Un’attività quest’ultima volta a “Il futuro del cortometraggio d’autore” con l’approfondimento, anno per anno, di tematiche utili alla sua conoscenza ed alla divulgazione, affrontando anche il problema del finanziamento ai cortometraggi, della loro distribuzione e della loro circuitazione.

Massimo arrivava puntualmente all’appuntamento del Forum che presiedeva con capacità, determinazione ed entusiasmo coinvolgendo registi ed operatori culturali in battaglie per l’affermazione sempre più del cortometraggio.
Argomenti che poi abbiamo approfondito anche in Convegni a San Giovanni Valdarno, a Montecatini e all’Agis di Roma con Progetti presentati al Dipartimento dello Spettacolo insieme ad altre Associazioni come la Fice e l’Unics.
Importanti per l’evoluzione della Fedic e dell’Associazionismo gli interventi di Massimo in più occasioni. Penso di elaborare un’antologia dei suoi concetti più importanti, da proporre nel prossimo numero di Carte di Cinema, in uscita verso aprile.

Caro amico Massimo, non ti dimenticherò mai, ed anche la Fedic non lo farà.
Un grande abbraccio.
Paolo Micalizzi

(Foto di copertina: Massimo Maisetti con Michelangelo Antonioni a “Valdarno Cinema Fedic”, 1995)