Mondo Cinema

Omaggio al regista Mino Crocè

A conclusione del 70° della FEDIC il Cineclub Cinevideo Bergamo vuole ricordare un amico: MINO CROCE’ regista, uomo di cultura e guida per tutti noi della FEDIC.

Biografia (Como 1934 – Milano 2012). All’età di 5 anni si trasferisce a Casale Monferrato dove nel 1953 si iscrive al locale Cineclub FEDIC, diventandone poi presidente nel 1969. Studente di economia e commercio alla Bocconi di Milano ha svolto attività di dirigente in una società industriale. Dopo il primo cortometraggio realizzato nel 1954 ha effettuato un’intensa attività di filmmaker indipendente, grazie alla quale ha ottenuto numerosi premi in diversi festival. Ha collaborato a numerosi film di animazione di Nedo Zanotti e Giorgio Morati curandone il montaggio e la sonorizzazione. Dal 1978 si è occupato anche di cinema industriale. Ha fondato una società per realizzare corto e mediometraggi industriali. E’ stato consigliere FEDIC e presidente (1992-2001) di Film-Video Montecatini Terme.

CONTROCAMPO Sport 1991 17’00 «Calcio-Italia ’90»
Milano: balli e musiche. Purtroppo non è stato solo folclore, divertimento, amicizia…

AI MARGINI Handicap 1965 14’00
Anni ’60: un film sui bimbi portatori d’handicap. Persi nel vuoto ma ricchi di gioia.

L’ALTRO ASPETTO Immigrazione – 1992 14’00 Arrivarono dall’Albania in quindici-mila, nell’agosto del 1991 a Bari, abbarbicati su una vecchia carcassa che sembrava non reggere il grappolo umano inserito in ogni spazio della sua struttura. Ed è stato l’inferno per migliaia di esseri umani, che per una settimana hanno sofferto condizioni di vita allucinanti e indegne della civiltà del paese che li ha dovuti accogliere … sbarcano i clandestini albanesi. Il video è stato realizzato in collaborazione con Wilhelm Guido e non è stato trasmesso dalle televisionii

UN ABITO DI GIOIA Società 1964 20’00
A volte le cose più belle succedono nei momenti più tristi…

UNA STORIA DI LADRI Società 1960 09’20 – Anni’60 Due scene in parallelo: un ‘ladro di polli’ e un ‘amante segreto’. Il ‘padrone’ blocca l’amante e il ladro…

Il Cinema di MINO CROCÉ
Per capire il valore del nostro autore, ecco alcune dichiarazioni, utili ad autori e per gli amanti del cinema libero. Tutte le opere di Crocè sono dotate di uno stile rigoroso in cui prevalgono i sentimenti e gli affetti umani. Quindi gli chiediamo:
Come mai questa scelta. «Il mio interesse si è sempre soffermato sull’uomo, con i suoi problemi; questa scelta mette in evidenza sentimenti ed affetti che, sono parte integrante dell’uomo stesso».
I protagonisti in alcuni dei tuoi film sono bambini o gente socialmente debole. Anche questa è una scelta? «Bambini e portatori d’handicap sono individui socialmente deboli; l’averli scelti come protagonisti è coerente con l’interesse per le tematiche affrontate».
E la tecnica? «Poiché amo il cinema, che è un fatto espressivo e tecnico, ho sempre cercato, nei limiti dei mezzi disponibili, di raggiungere un livello il più elevato possibile; la tecnica ha un ruolo importante perché ha contribuito a sostenere ogni opera nella sua globalità».
E la recitazione degli attori? «La recitazione, al pari della tecnica, è molto importante non solo per le motivazioni già espresse, ma anche perché ritengo che un autore possa affrontare un film a soggetto solo se è in grado di ottenere una recitazione quanto meno accettabile».
Ci sono difficoltà per un filmmaker a dirigerli? «Prima difficoltà è scegliere gli attori che attori non sono, (evitarei, salvo eccezioni, il coinvolgimento di attori che operano nell’ambito di filodrammatiche locali). Occorre trovare persone disponibili, dotate inconsciamente di capacità espressive e di comunicatività, disinvolte nei movimenti e nella gestualità…».
Oltre alle tue realizzazioni, aiuti altri autori per le loro opere; che significato ha questo per te e, a tuo giudizio? «Se ami il cinema e sei contento quando vedi nascere un film realizzato da un altro autore, non importa se più bravo o meno dotato di te, è logico che ti senti portato a dare quanto ti è possibile in termini di tempo…»
Da dove trai spunto per i tuoi film? «Solo un paio di volte ho utilizzato un soggetto scritto da soci del Cineclub che non intendevano realizzarlo direttamente. In tutti gli altri casi, dopo aver scelto l’argomento da trattare, ho individuato l’idea base che mi ha consentito di scrivere soggetto e sceneggiatura. Quanto ai documentari, ancora una volta l’argomento trae origine dall’uomo, dai suoi problemi e comportamenti: la partecipazione al mondo dei subnormali; la critica al feticismo ed alla mercificazione di uomo o la scoperta di un perso-naggio ricco di valori misconosciuti come Uomo di immagini».
Tu hai una lunga esperienza nel cinema indipendente, ma operi anche in quello professionale realizzando film industriali. Secondo te, si può essere professionisti del cinema e nel contempo filmmaker?
«Non trovo nessun motivo a sostegno di una risposta negativa; lavorando professionalmente si hanno a disposizione più mezzi ma si è anche più o meno condizionati, al contrario il filmmaker non ha condizionamenti ma i mezzi sono limitati. L’importante è lavorare in entrambe le situazioni con passione e tenacia per ottenere un risultato finale che possa appagare quell’amore per il cinema che sempre pervade un vero filmmaker».
Paolo MICALIZZI ha curato le edizioni dei volumi “FEDIC: Autori alla ribalta”

Pierantonio Leidi