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Al Premio Adelio Ferrero un riconoscimento ai giovani saggisti e a Victor Rambaldi

Nella cornice del Premio Adelio Ferrero Cinema e Critica di Alessandria ha luogo anche un Premio per giovani saggisti. Il Premio è riservato agli autori di saggi, videosaggi e recensioni di argomenti cinematografici e televisivi. Gli argomenti possono riguardare il cinema, la televisione, e media audiovisivi in generale nei differenti formati anche web, con particolare riguardo ad autori, opere, tendenze, teoria, rapporti con la filosofia e le arti, senza alcuna limitazione di tempo, luogo, aspetto o prospettiva. Possono partecipare al Premio giovani che hanno compiuto sedici anni e non abbiano superato i trentacinque: nessun limite di età per la sezione video saggi.

Sei, quest’anno, i partecipanti ai Video saggi, tra cui due italiani. I due premi sono stati, però, appannaggio di autori stranieri. Un maggior stimolo per gli italiani per poter accedere ai massimi riconoscimenti per il prossimo anno, tenendo presente che il primo classificato vince 1.000 euro ed il secondo 500. Tra i protagonisti del Festival Adelio Ferrero Cinema e Critica 2019 (Alessandria, 10-13 ottobre), il regista Victor Rambaldi, omaggiato con la proiezione del cortometraggio “Trespass” e la consegna del Premio Adelio Ferrero per il contributo all’arte e alla cultura cinematografica. Erano presenti al teatro alessandrino i critici Danilo Arona, Roberto Lasagna, Anton Giulio Mancino e Paolo Micalizzi.

Il Festival ha quindi omaggiato il padre di Victor, Carlo Rambaldi, con la proiezione del documentario “L’occhio, la mano, il viaggio”, e di “Alien”” di Ridley Scott a quarant’anni dall’uscita nelle sale. Paolo Micalizzi ha proposto una suggestiva rassegna di fotografie a testimonianza del rapporto di amore tra Carlo Rambaldi e Ferrara. Victor Rambaldi ha parlato del suo lavoro e della sua opera e si è fermato ad Alessandria anche la mattina del 12 ottobre, ospitato nell’aula magna dell’istituto scolastico “Plana”, per un incontro affollato dagli studenti del liceo a cura di Antonella Ferraris dell’Istituto per la Storia della Resistenza. Il Festival Adelio Ferrero Cinema e Critica esprime con il premio a Victor Rambaldi e al suo film “Trespass” il sostegno all’impegno del cineasta (anche scrittore di racconti per ragazzi) nella divulgazione dell’opera del padre Rambaldi, con la presidenza della Fondazione Carlo Rambaldi, porta la cultura cinematografica tra i giovani dedicando a loro gran parte del suo impegno.

E’ un momento particolare per Carlo Rambaldi, il mago dei “trucchi” e degli effetti visuali speciali per il cinema. Al Palazzo delle Esposizioni di Roma è in corso, fino al 6 gennaio, una grande Mostra che espone le “creature” da lui realizzate. Ed insieme alla Mostra, una Rassegna di 25 film a cui ha collaborato sia nel periodo italiano che in quello hollywoodiano. Ad iniziare da “King Kong”(1976) di John Guillermin , che gli valse nel 1977 il primo Oscar. Ne ha vinto poi altri due: nel 1980 per “Alien” di Ridley Scott e nel 1983 per “E.T” di Steven Spielberg. E le tre ambite statuette fanno bella mostra di sé nell’allestimento di Roma, cosi come in grande evidenza sono le “creature” da lui costruite, insieme a disegni, bozzetti e fotografie. Un E.T. in pelle e la mano che i visitatori si divertono a darle vita maneggiando i meccanismi elettromeccanici ideati da Carlo Rambaldi, cosi come si divertono a farsi fotografare davanti alla mano, lunga sette metri, di King Kong, la stessa che teneva amorevolmente l’attrice Jessica Lange.

Alla Mostra si rimane poi affascinati dal pupazzo del folletto malefico del film “L’occhio del gatto”(1984” di Lewis Teague, dal modello del “Navigatore” e dei vermi giganti di “Dune”(1984) di David Lynch, dalla testa di “Rex”, l’ultima sua creatura per un film giapponese, mai uscito in Italia e che, fortunatamente” ho avuto occasione di vedere nel 1993 al “Marché” del Festival di Cannes. La Mostra prende l’avvio dagli inizi della carriera di Carlo Rambaldi, mostrando foto della sua infanzia a Vigarano Mainarda e modelli di pupazzetti e dei primi esperimenti realizzati in un seminterrato di Ferrara dalla quale ha spiccato il volo per il successo in America come racconto nella monografia, la prima a lui dedicata in Italia, “Carlo Rambaldi: un ferrarese a Hollywood” pubblicata su una Rivista ferrarese(“La Pianura”) nel 1982. Sono visibili anche le prime “Creature” da lui ideate e costruite per una ottantina di film italiani di genere ,dove il suo nome non compariva per evitare che gli spettatori non dovevano sapere che non erano vere. Un’ingiustizia del mondo produttivo italiano che il successo nella Mecca del Cinema ha consentito poi di rivelare.

Si è appreso così che idre, ciclopi, centauri, pegasi di tanti film mitologici erano dovuti alla sua fantasia e genialità costruttiva, che la decapitazione di Clara Calamai in “Profondo rosso”(1975) di Dario Argento era una sua realizzazione, cosi come lo erano i quattro cani ”vivisezionati” di “Una lucertola con la pelle di donna”(1971) di Lucio Fulci che valsero una denuncia al regista ed al produttore, che furono poi scagionati grazie al suo intervento in tribunale dove illustrò i meccanismi che li rendevano vivi. Alla Mostra poi ampio spazio al suo “Pinocchio” , con disegni, bozzetti e modelli di sua costruzione , che non fu poi utilizzata per il film di Luigi Comencini del 1972. A ritardata soddisfazione che allora gli fu, ingiustamente, negata: Il mondo dl cinema è anche questo. La Mostra si intitola “La meccanica dei Mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium” per indicare che la creatività del Genio ferrarese ha una sua continuità nella factory Makinarium, che lui considerava la sua erede.

Paolo Micalizzi