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Una targa per i documentaristi ferraresi

Negli anni Cinquanta il cinema ferrarese era animato da una produzione documentaristica che ha anche rinnovato il genere ormai logoro che annoiava gli spettatori con le sue opere caratterizzate da didascalismo e uso cartolina. Un rinnovamento con opere ispirate al Neorealismo che metteva al centro storie in cui l’uomo, le lotte sociali e politiche di quel periodo, un paesaggio inedito, facevano da protagonista. Ed intorno al cinema si muovevano intellettuali come Vittorio Passerini, Alessandro Roveri, Massimo Felisatti, Guido Fink, Fabio Pittorru, Carlo Rambaldi, Gianfranco Rossi che nel Circolo del Cinema, che svolgeva attività all’”Apollino”, si formava con opere di autori del Neorealismo italiano, dei francesi Jean Renoir e René Clair, dei tedeschi Pabst e Murnau,, dei russi Pudovkin ed Eisenstein, di registi svedesi e danesi, di autori cioè che al cinema si distinguevano per le storie che raccontavano, che non erano dozzinali o banali ispirate alla commedia, e per il linguaggio cinematografico utilizzato, spesso innovativo.

Nel gruppo di intellettuali ferraresi vi erano anche Florestano Vancini, Adolfo Baruffi, Ezio Pecora, Renzo Ragazzi, Massimo Sani e Antonio Sturla, il pioniere del cinema ferrarese, che con la sua grande esperienza di operatore e l’attrezzatura necessaria per realizzare film consentiva loro di cimentarsi dietro la macchina da presa. Realizzando documentari che con l’occhio al Neorealismo, ma anche ai conterranei Michelangelo Antonioni e Folco Quilici residenti a Roma e già distintisi nel panorama cinematografico italiano, realizzavano documentari che per contenuti e stile rinnovavano il genere. In questo gruppo di registi o aspiranti registi, alcuni si stavano formando nell’ambito del Cineclub Fedic Ferrara, che si era costituito il 16 ottobre 1953 ed era presieduto da Giorgio Piacentini, proprietario della Zenith. Il riferimento è in particolare a Pecora, Ragazzi e Sani ai quali, mercoledi 16 ottobre, su mia proposta alla Commissione Toponomastica ed all’Amministrazione Comunale, è stata intitolata una Targa che è stata apposta all’interno del Cortile del Cinema Boldini. Ad inaugurarla, anche alla presenza dei familiari dei tre documentaristi, l’Assessore alla Cultura Marco Gulinelli che ha evidenziato l’importanza per il cinema ferrarese di questa iniziativa che rende giusto merito a tre significativi registi ferraresi che formatosi nella nostra città si sono poi distinti a livello nazionale come registi cinematografici ma, soprattutto, televisivi.

Ad illustrare la loro attività, è stato il sottoscritto che come critico e storico del cinema, li ha sempre seguiti nel prosieguo della loro carriera. Che è iniziata proprio a Ferrara con opere cineamatoriali tra cui, proiettati mercoledi al Boldini, “Oggi c’è mercato”(1953) di Sani e Ragazzi e “Nozze d’Argento” (1956) di Sani e Pecora. Tre registi, tre amici, che hanno intrecciato la loro attività documentaristica a Ferrara con opere che andavano al di là dell’hobby cineamatoriale e si contraddistinguevano già con una connotazione autoriale di rilievo. Un’attività continuata a Roma, dove in occasioni diverse si erano trasferiti, in Televisione. Ezio Pecora con opere di carattere storico e sociale e con alcune regie di rubriche e in studio, tra cui la popolare trasmissione “Lo zecchino d’oro”. Renzo Ragazzi, prima molto attivo nel cinema come aiuto regista di Florestano Vancini, Duccio Tessari, Luigi Comencini, Dino Risi, Sergio Corbucci, Antonio Pietrangeli ma anche dei francesi Jacques Deray, Roger Vadim e Denis De la Patellier esordendo poi nel 1969 come regista del film “Il primo premio si chiama Irene” sull’evoluzione del costume sessuale in Danimarca. E poi come regista televisivo con documentari relativi alle Grandi Mostre ed inchieste di carattere sociale e politico.

Massimo Sani deve la sua avventura nel cinema e nella televisione proprio al suo primo cortometraggio realizzato nella città estense nell’ambito del Cineclub Fedic Ferrara, cioè “Incontro sul fiume”, delicata storia sentimentale tra due adolescenti realizzata nel 1954 insieme ad Ezio Pecora. Opera premiata al Concorso Nazionale di Montecatini dal regista Alessandro Blasetti che presiedeva la Giuria. Una conoscenza, quella di Blasetti che si rivelò molto opportuna quando “il regista con gli stivali” cosi come era conosciuto nell’ambiente cinematografico, arrivato a Ferrara nell’autunno 1954 per girare al “Petrolchimico” il documentario “Miracolo a Ferrara” lo riconobbe quando gli fu presentato in direzione a fargli da guida nelle riprese in stabilimento. Più che come guida, Blasetti lo volle come Assistente alla Regia. E fu l’inizio di una carriera sviluppata prima come giornalista in Germania dove aveva anche iniziato a realizzare delle Opere televisive e poi in Italia con programmi per la televisione italiana relativi alla Grande Storia.

Paolo Micalizzi


SCHEDE BIOGRAFICHE

Ezio Pecora (1923 – 1988), nato a Pola, si era trasferito a Ferrara per motivi di lavoro (era Dipendente della Banca d’Italia). Ha svolto nella nostra città prima alcune esperienze documentaristiche nel Cineclub Ferrara (tra esse “Incontro sul fiume, 1954” e “Nozze d’argento, 1955” con Massimo Sani), distinguendosi nel cinema indipendente italiano tanto da ricoprire, a livello nazionale, un ruolo di rilievo nell’ambito della Fedic (Federazione Italiana dei Cineclub) e dirigendo successivamente nel territorio ferrarese i documentari “Inverno a Goro”(1960) e “La mano dei poveri”(1962). Assunto alla RAI -TV, ha diretto una trentina di sceneggiati ed inchieste sempre apprezzate per la sua serietà e capacità professionale. E’ stato anche regista, per alcuni anni, della popolare trasmissione televisiva per ragazzi “Lo zecchino d’oro”.

 

Renzo Ragazzi (1929 – 2010), documentarista sin dal 1953, da quando ha realizzato cortometraggi in co – regia con Massimo Sani, Renato Dall’Ara, Walter Santesso. E’ stato aiuto – regista di Florestano Vancini per una quindicina di documentari e per i lungometraggi “La lunga notte del ’43” e “La banda Casaroli” ed ha anche collaborato con i registi Duccio Tessari, Dino Risi, Sergio Corbucci, Luigi Scattini, Antonio Pietrangeli. Il suo esordio nel cinema è avvenuto nel 1953 con la realizzazione del cortometraggio “Lunedi ferrarese” rieditato poi con il titolo “Oggi c’è mercato”, realizzato con Massimo Sani, per proseguire nel territorio ferrarese con altre opere tra cui “I figli non sono della guerra- Bondeno 1945” e “La Ferrara di Giorgio Bassani”. Ha diretto anche il lungometraggio “Il primo premio si chiama Irene”(1969), inchiesta sui costumi sessuali in Danimarca, e per la televisione italiana documentari nazionali ed internazionali ed opere di fiction tra cui il telefilm “Anna, giorno dopo giorno”(1973).

 

Massimo Sani (1929 – 2018), laureato in chimica pura, è entrato nel cinema italiano dopo aver realizzato nella nostra città alcuni cortometraggi (anche in co – regia con Ezio Pecora) e come aiuto regista il documentario “Miracolo a Ferrara” sulla nascita delle materie plastiche al Petrolchimico cittadino, diretto dal regista Alessandro Blasetti che ha segnato l’avvio di una prestigiosa carriera. Corrispondente in Germania per “Epoca ” e per i periodici Mondadori, ha realizzato numerose inchieste per la televisione tedesca ed italiana. Per aver contribuito a diffondere la cultura italiana in Germania e quella tedesca in Italia, nel febbraio 2015 gli è stato conferito, dall’allora Presidente, il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania. Assunto in RAI – TV ha realizzato numerosi film-inchiesta e teatro -inchiesta sulla Storia. Tra essi, “L’Italia in guerra”(1983),” Prigionieri italiani”(1987), “Ieri la guerra, oggi la pace”(1990), “Quell’Italia del ’43″(1993), “Rileggiamo la grande guerra”(2007). Presso l’Istituto di Storia Contemporanea è stato costituito il “Fondo Sani” con i materiali cartacei del suo archivio, ora curato da Massimo Marchetti.