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La Festa del Cinema di Roma dedica un omaggio a Greta Garbo

La Festa del Cinema di Roma renderà Omaggio a Greta Garbo. Sarà lei, infatti, la protagonista dell’immagine ufficiale della quattordicesima edizione in programma all’Auditorium Parco della Musica dal 17 al 27 ottobre 2019. La Divina Garbo, occupa un posto del tutto particolare nella Storia del divismo cinematografico. Fu un vera rivelazione per il pubblico americano con il suo personaggio di donna appassionata ed evoluta, nel momento in cui Hollywood aveva lanciato un tipo di eroina bamboleggiante ed infantile.

Da apprendista–commessa nel reparto di moda dei grandi magazzini PUB di Stoccolma, grazie a delle foto da inserire nel catalogo degli stessi magazzini ed a un paio di cortometraggi pubblicitari, ed al suo entusiasmo per il cinema accettò di recitare, lasciando la sicurezza del posto di lavoro, una particina nel film di Erick Petschler “Luffar-Petter”. Era il 1922, e lei aveva appena diciassette anni, essendo nata a Stoccolma, come Greta Lovisa Gustafsson, il 18 settembre 1905. Soddisfatta dell’esperienza fatta, decise di studiare a fondo la recitazione fino ad entrare nella più importante scuola svedese di arte drammatica, l’Accademia reale di Stoccolma. La grande occasione gli fu fornita dalla conoscenza del regista Victor Sjostrom, presentatogli dall’altro maestro del cinema svedese Mauritz Stiller, che la volle nel suo film “I cavalieri di Ekebù”, più noto come “La leggenda di Gosta Berling”(1924), dove interpretava la contessa Elisabetta, un ruolo secondario ma fondamentale nell’intreccio del film. E fu proprio in quel periodo che Mauritz Stiller la convinse a cambiare il proprio cognome in Garbo, più suggestivo e più semplice da memorizzare. Grazie anche all’interpretazione nel film “La via senza gloria”( 1925) di Pabst la via del successo della Garbo era tracciata.

Scritturata dalla Metro Golden Mayer di Los Angeles, il suo lancio hollywoodiano avvenne nel 1926 con il film “Il torrente” di Monta Bell, una vicenda melodrammatica in cui lei sosteneva il ruolo di una contadinella spagnola impegnata in una love-story con Ricardo Cortez. Fu un successo immediato. Con “La carne e il diavolo”(1927) di Clarence Brown, ebbe inizio il Mito della Divina Garbo. Fu, infatti, il film che la impose a livello internazionale e che la consacrò al divismo. Anche il rapporto con il regista si rivelò ottimo per l’attrice, che lavorò con lui altre sei volte. Aveva il ruolo di seduttrice e come partner J John Gilbert, considerato l’erede di Rodolfo Valentino. E nacque una relazione tra i due che insieme interpretarono altri due film: “Anna karenina”(1927) e “A Woman of Affairs”(1929). Poi le loro strade si divisero: per la Garbo il successo continuò, mentre per Gilbert iniziò il declino. Nel 1933 i due furono, per volere della Garbo, ancora insieme in “La regina Cristina”: per Gilbert lei rifiutò partner come Laurence Oliver, Franchot Tone e Leslie Howard. Per la Garbo il successo continuava, tanto che nel 1936 arrivò a guadagnare 250.000 dollari a film diventando la donna meglio pagata degli Stati Uniti.

Paolo Micalizzi