Festival

Venezia 76: non solo premi ufficiali, ma anche Premi collaterali e Convegni che contribuiscono a rendere sempre più vitale e prestigiosa la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Partecipare alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è sempre un’esperienza che ti arricchisce culturalmente. Non solo perché vedi tanti film, molti dei quali se li perdi alla Mostra poi non hai la possibilità, a causa della mancata distribuzione in Italia, di poterli conoscere, ma anche per la conoscenza di problematiche relative al cinema attraverso i vari eventi culturali, convegni, eccetera che si svolgono nell’ambito della Kermesse veneziana. L’Hotel Excelsior è soprattutto il punto di riferimento di questi incontri grazie agli spazi occupati dall’Italian Pavilion, dall’Ente dello Spettacolo e dalla Regione Veneto, ma anche dal Venice Production Bridge situato al terzo piano. E’ avvenuto così, tanto per citarne alcuni ai quali abbiamo partecipato, che allo Spazio “Italian Pavilion” si poteva assistere alle conferenze stampa di alcuni Premi e di alcune Film Commission, tra cui quella molta attiva della Sardegna, il lancio del Protocollo Comitato Fellini, la presentazione delle riviste “Bianco e Nero” ed “8 ½”, ma anche del mio libro sul regista Giorgio Ferroni, alla presenza del pronipote del regista, con i prestigiosi critici Franco Mariotti, Valerio Caprara e Steve Della Casa, alla consegna del Premio Zavattini che l’anno scorso era stato vinto dal documentario “Supereroi senza superpoteri” di Beatrice Baldacci, a cui la Fedic ha attribuito nel 2019 la Menzione speciale, quella dei premi Imaie, Lizzani e della Sic.

A quello dell’Ente dello Spettacolo, era di scena la trasmissione serale di “Hollywood party” , ma anche la presentazione del libro di Thierry Frémaux “Cannes Confidential”, quella del Rapporto Cinema 2019, il ricordo di Ugo Gregoretti con un’iniziativa CInit, la presentazione degli Incontri di Mantova sul Cinema d’essai, il dibattito sulle politiche di promozione delle attività cinematografiche nei piccoli centri e nelle grandi città, il “Videocatechismo della Chiesa cattolica”, ma soprattutto la cerimonia del Premio Robert Bresson che quest’anno ha consentito un interessante incontro con la regista argentina Lucrecia Martel, presidente di “Venezia 76”. Interessante poi l’” About Women” che ha affrontato problematiche relative alle leggi per le donne ed al mondo del lavoro. Oltre alla visione di alcuni cortometraggi. E’ all’Ente dello Spettacolo poi che nella giornata conclusiva della Mostra ha avuto luogo la consegna dei Premi Collaterali tra cui quello della Fedic. Per quel che mi riguarda, all’EdS sono intervenuto per parlare di Victor e Carlo Rambaldi nell’ambito della presentazione del Premio Adelio Ferrero di Alessandria.

Tanti poi gli Incontri allo Spazio della Regione Veneto in cui sono state presentate alcune iniziative della Polesine Film Commission, il 10° Premio “Mattador” relativo alla sceneggiatura in cui è intervenuto anche il regista, socio Fedic, Stefano Bessoni, il libro “Montanelli e il cinema” ed il ricordo di Luciano Salce per iniziativa del Cinit, alcuni Festival tra cui “Cortinametraggio 2020”, e l’Incontro “Euroimages” sulle prospettive per il futuro del cinema europeo. A conclusione, è stato presentato il libro “I cannibali. Questioni di famiglia nel cinema, nell’arte, nella letteratura”, a cura di Paola Dei dove sono intervenuto quale autore di un saggio incluso nel volume.

Incontri anche alla Villa degli Autori, sede delle “Giornate degli Autori”, con la presentazione di tanti documentari che hanno consentito di poter aver un panorama più ampio della produzione del settore: tra essi, uno che riguarda il pittore Emilio Vedova. Poi gli Incontri della Rivista Ciak, ed anche la presentazione, con la partecipazione dei familiari del regista, del mio libro “Massimo Sani. La Storia in televisione” con gli interventi del Presidente Anac Francesco Ranieri Martinotti, del Direttore delle “Giornate” Giorgio Gosetti e del giornalista Rai Fabrizio Berruti. Di particolare interesse poi le Masterclassi dei registi Marco Bellocchio e Margarethe von Trotta. In uno degli Incontri di Ciak è stato lanciato un appello ad una campagna di sensibilizzazione da parte di tutte le forze che compongono la filiera del cinema perché quest’ultimo diventi materia di insegnamento scolastico. A lanciarlo sono stati l’Amministratore delegato di Rai Cinema Paolo Del Brocco, l’Amministratore delegato di Medusa Film Giampaolo Letta e l’AD di Vision Distribution Nicola Maccanico. L’appello ha trovato, oltre ai presenti, il favore di Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato giornalisti cinematografici e della Fondazione Cinema per Roma invitando a costituire una “cabina di regia” per sensibilizzare la politica.

Dal canto suo il Venice Production Bridge, di cui è direttore Pascal Driot, oltre che essere punto di riferimento per l’attività di networking tra i partecipanti dell’Industry Gold Club e gestire la Digital Video Library, è un luogo di interessanti incontri : in particolare, l’ANICA ha svolto un suo Focus con il Giappone, il Parlamento Europeo ha presentato i film in concorso per il Premio Lux, l’Associazione Amici di Giana ha svolto la cerimonia di premiazione del cinema migrante in Italia, in collaborazione con la Corte costituzionale ha avuto luogo la proiezione del film di Fabio Cavalli “Viaggio in Italia: la Corte costituzionale nelle carceri”, il Premio Kinéo ha presentato il progetto di salvaguardia del mare “Ocean for all” realizzato dall’UNESCO e la Fedic ha continuato a svolgere il suo annuale(24°) Forum come riferito già su Fedic Magazine.

Tutte iniziative che possono essere svolte grazie alla lungimiranza del Presidente della Biennale Paolo Baratta e del Direttore della Mostra Alberto Barbera che ne avallano, e incoraggiano, la realizzazione.

Sui premi della Mostra nelle sue varie competizioni, della SIC e delle “Giornate degli Autori” si è abbastanza informati attraverso i quotidiani e le testate Web, un po’ meno lo si è sui premi collaterali attribuiti dalle organizzazioni cinematografiche, ma non solo. Premi che hanno dato riconoscimenti ad alcune opere che meritano l’attenzione dei cinefili ed appassionati di cinema. Ai lettori dei “Fedic Magazine” sono ormai noti quelli assegnati dalle 2 Giurie Fedic, appositamente costituite, che hanno coinvolto anche alcuni Soci. Opportuno ci pare sottolineare quali altre opere sono emerse, soprattutto, su indicazione delle altre realtà associative: critici, associazioni culturali, cineclub e cinecircoli di cultura cinematografica. Per l’Italia, merito al film “Martin Eden” di Pietro Marcello, probabilmente escluso dal Palmares ufficiale per l’attribuzione al suo interprete, Luca Marinelli, della Coppa Volpi per il miglior attore, al film di Mario Martone “Il Sindaco del Rione Sanità” ma anche ai tre suoi interpreti Francesco Di Leva, Massimiliano Gallo e Valeria Golino. Premio anche per “Citizen Rosi” di Didi Gnocchi e Carolina Rosi, ma anche , per l’escluso dai Premi “Ema”(Venezia 76) film di Pablo Larrain sull’adozione, oppure per opere interessanti come “Corpus Christi” (Giornate degli autori) del polacco Jan Komasa su un ventenne cui viene impedito , essendo un detenuto e quindi con la fedina penale sporca, di farsi prete fino a quando non può farlo una volta uscito dal centro di detenzione. Sempre nelle”Giornate degli Autori” era presente “Llorona” di Jayro Bustamante ambientato durante la guerra civile guatemalese, mentre nella SIC figuravano “All This Victor” di Ahmad Ghossein ambientato nel Libano del luglio 2006 con la guerra che infuriava tra Hezbollah e Israele e “Scales” di Shahad Ameen su una brutale usanza in un povero villaggio di pescatori dell’Arabia Saudita, governato da un’oscura tradizione per la quale ogni famiglia deve sacrificare la propria figlia femmina alle creature del mare. Nei cortometraggi premi per “Veronica non sa fumare” di Chiara Marotta , per “Il nostro tempo” di Veronica Spedicati e per “Los ocèanos son le verdaderos continents” di Tommaso Santambrogio. Tutte Opere che ritengo utile segnalare affinché , se proiettate in Sala o nei Cinema d’Essai, cinefili ed appassionati di cinema siano stimolati ad andare a vederle.

“Fuori concorso” era collocato il film di chiusura della Mostra “The Burnt Orange Heresy” di Giuseppe Capotondi , un thriller con Mick Jagger che ha “infiammato” il Red Carpet. E proprio la passarella in cui ogni sera hanno sfilato le Star della Mostra ha offerto, più degli altri anni, uno spettacolo di grande entusiasmo e da fenomeno sociologico: affollato di persone, giovani ma anche di mezz’età, sin dal mattino( qualche cronista ha scritto che lo era già dalle quattro) con ombrelli per ripararsi dal sole ed altro come se fossero accampati, cosi come mi è capitato tante volte di constatare mentre verso le 8 mi recavo alla Darsena o in Sala Grande per vedere il film del giorno. Segno di una kermesse festivaliera che di anno in anno diventa più frequentata: 200mila persone secondo il Presidente Paolo Baratta, un record. Appuntamento al prossimo 2 settembre.

Paolo Micalizzi