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Ricordo di Ugo Gregoretti

Al termine del Forum Fedic alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2014 io, Roberto Merlino e Beppe Rizzo, uscendo dallo Spazio Incontri Venice Production Bridge situato all’Hotel Excelsior , abbiamo incontrato il regista Ugo Gregoretti che era in attesa, all’esterno di quel luogo, di una Riunione organizzata dall’ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) di cui era Presidente.

Conoscevo Ugo Gregoretti da anni, lo incrociavo anche in alcuni Festival, Venezia in primis, e l’ultima occasione mi era stata data da una Tavola Rotonda per festeggiare gli 80 anni di Massimo Sani, avvenuta a Ferrara nel 2009. Ci siamo quindi avvicinati al regista per salutarlo, e lui cortesemente , con la signorilità che l’ha sempre contraddistinto, acconsentì alla scatto di una foto-ricordo. Ed è con questa fotografia che , come Fedic alla quale era vicino per l’attività dell’Associazionismo culturale in cui credeva molto, che vogliamo ricordarlo, augurandoci che i Cineclub Fedic vogliano rendere Omaggio a questo grande protagonista del cinema italiano proiettando almeno qualcuno dei suoi film. Che hanno con ironia e incisività, raccontato aspetti della realtà italiana.

A partire da “I nuovi angeli”(1962) che in otto episodi, tra documentario e finzione, racconta il rapporto tra i giovani con l’amore o con il mondo del lavoro. E continuando con “Omicron”(1963), storia di un extra terrestre che s’incarna in un operaio che muore per essersi troppo umanizzato. Ma anche l’episodio “Il pollo ruspante” del film “Ro.Go.Pa.G – Laviamoci il cervello” – diretto anche da Godard, Pasolini, Rossellini – dove dileggia un certo miracolo economico all’italiana, il consumismo. Sul mondo del lavoro anche “Apollon, una fabbrica occupata”(1969) realizzato con la collaborazione alla sceneggiatura e interpretazione dei vari ruoli dagli stessi operai della fabbrica tipografica di Roma che opponevano resistenza. Narrato da Gian Maria Volontè, è un celebre film militante che ha fatto il giro di tutte le università italiane. In “Maggio musicale”(1989) racconta poi, con note autobiografiche, le disavventure di un regista impegnato nell’allestimento della Bohème. Una personalità importante del Novecento, Ugo Gregoretti, di cui non vanno dimenticati il documentario “La Sicilia del Gattopardo”(1960), le regie televisive di sceneggiati, di commedie e teleromanzi e la rubrica di costume “Controfagotto” che lo impose all’attenzione di pubblico e critica.

Opere percorse da un’instancabile ricerca di nuovi linguaggi, che hanno sempre cercato di coniugare spettacolo, divertimento e cultura. Per conoscerlo meglio, consiglio anche la lettura del suo libro “La storia sono io”(con finale aperto). Uno spasso.
Paolo Micalizzi

Foto di copertina / Da sinistra: Paolo Micalizzi, Ugo Gregoretti, Beppe Rizzo, Roberto Merlino