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Fedic Scuola, visita alla Cineteca Sarda

Il campus NaturalmenteCinema di Fedic Scuola si è aperto ufficialmente il giorno 15 luglio scorso presso la sala polifunzionale della Cineteca Sarda di Cagliari. Pio Bruno presidente del cineclub Fedic del capoluogo sardo ha accolto i presenti parlando anche del rapporto speciale che lega il cineclub Cagliari alla cineteca cittadina in cui da tempo si tengono serate di proiezione per i soci con dibattiti, cineforum ed incontri con l’autore. Antonello Zanda, direttore della cineteca sarda fornisce informazioni sulla creazione della società nata nel 1963. “La cineteca è il luogo in cui si raccolgono film per metterli a disposizione di altri, funzione analoga a quella di una biblioteca. Il centro servizi culturali si è costituito con il compito di utilizzare il cinema per scopi educativi, considerato l’elevato tasso di analfabetismo dell’epoca. Si era pensato che il cinema e l’audiovisivo potessero aiutare a crescere culturalmente, attraverso il dialogo ed il confronto di opinioni tipici del dopo proiezione”.

I ragazzi hanno potuto visitare i locali della cineteca osservando i vari laboratori adibiti a funzioni diverse quali la conservazione di ogni tipo di supporto audiovisivo a partire dalle pellicole, la loro digitalizzazione e ove necessario il restauro.

Nel corso della visita sono stati mostrati i proiettori d’epoca di due tipologie: quello di dimensioni enormi utilizzato esclusivamente nelle sale cinematografiche per le pellicole 35 mm e il modello portatile per le pellicole 16 mm adatto a proiezioni in ambienti di ridotte dimensioni.

Grande l’interesse e la curiosità dimostrata dai ragazzi di fronte ad apparecchiature insolite ed al loro funzionamento, in particolare la macchina lava film a scorrimento orizzontale; grandi computer e strumentazioni per l’acquisizione digitale da pellicola, software per correzione colore e restauro. All’interno dell’ambiente a temperatura ed umidità controllate in cui vengono conservate “pizze” e valigette contenenti pellicole si respira la storia e ci si sente in un’altra epoca. Uno dei pezzi forti è la presenza di un armadio contenente pellicole infiammabili in nitrato. Chiunque può ricordare la famosa scena del film “Nuovo cinema paradiso” in cui la pellicola si surriscalda e va a fuoco. Ci viene spiegato che il processo di autocombustione poteva avvenire ad una temperatura di circa 40 gradi.

Il tecnico Natalino Virdis coinvolge i ragazzi in un laboratorio di restauro, le pellicole sono in grado di comunicare anche in assenza del proiettore, veniamo invitati ad osservarle, toccarle ed annusarle, in questo modo otteniamo informazioni sul loro stato di conservazione e sulla loro composizione chimica.

Ci viene mostrato come riparare una pellicola strappata o tagliata utilizzando una macchina puntatrice ed un nastro adesivo. Ognuno dei ragazzi, inconsapevole del fatto che il tempo a nostra disposizione volga al termine, chiede di poter provare personalmente. Con sguardo attento e tocco delicato si cimentano nel rimuovere e sostituire del nastro adesivo ormai vecchio e secco, ripulire le estremità della pellicola da residui collosi tamponando con un batuffolo imbevuto si soluzione alcolica. Gesti meticolosi, pieni di cura per un materiale tanto delicato e prezioso, i nostri giovani studenti hanno veramente “toccato con mano” una parte della storia del cinema e ne sono consapevoli ed ammirati.

All’uscita ci si sente emozionati per le sorprendenti ed inaspettate scoperte effettuate ed orgogliosi di aver contribuito, anche solo per pochi minuti alla salvaguardia di un bene culturale fino ad allora praticamente sconosciuto: una vecchia pellicola cinematografica.
Laura Biggi