Mondo Cinema

30 anni dopo la sua caduta “Il Muro” diventa un film documentario per la TV

È stata un delle barriere più invalicabili e letali conosciute, in grado di tenere una città divisa per 28 anni e di provocare la morte di centinaia di persone. Il 9 novembre 2019 sarà la data del trentennale dalla Caduta del Muro di Berlino. E anche quella della messa in onda, in una prestigiosa rete televisiva italiana, di Die Muer – Il muro.

Il film documentario, nuovo ed ambizioso progetto nato da uno spettacolo teatrale degli attori Marco Cortesi e Mara Moschini, diretto da Riccardo Salvetti e prodotto dalla Horizon srl di Massimo Gardini (che ne cura anche la fotografia), fonde insieme le tecniche del documentario classico, la capacità evocativa della narrazione teatrale, la potenza della computer graphic abbinata all’utilizzo di materiale di repertorio, spesso esclusivo e totalmente inedito. Questo approccio ha permesso al team di giovani cineasti forlivesi di gettare un nuovo sguardo sulle vicende del Muro di Berlino, le dinamiche della sua nascita e gli straordinari eventi che portarono alla sua caduta.

Un duro lavoro quello fatto da Cortesi per raccontare Il Muro, frutto di un’inchiesta giornalistica sul campo, svolta con la compagna e sodale Mara Moschini, che li ha portati ad incontrare oltre 50 testimoni e scegliere 6 storie vere per celebrare questo storico trentennale. Si inizia con l’introdurre le fasi che hanno portato alla costruzione della barriera in una sola notte, dividendo a metà la capitale tedesca, nello sgomento e incredulità del mondo intero. È in questo momento che conosceremo i due dei protagonisti che ci accompagneranno durante le vicende raccontate nel film: Peter e Katrin, una coppia di diciottenni che, il 9 novembre del 1961, si ritrovano divisi, temendo che sarà così per sempre. Deciso a ricongiungersi alla sua fidanzata, il ragazzo tenterà di scavalcare il muro, m verrà fermato da una raffica di un AK-47, morendo dissanguato senza che nessuno intervenga in suo aiuto. Dopo la commozione per la storia di questa giovane vita che non ce l’ha fatta, gli autori ci raccontano quella di speranza di Hans, un autista di autobus che, minacciato dalla Stasi (la temibile polizia segreta della DDR), decide di tentare la fuga con la sua famiglia, corazzando il proprio autobus come se fosse un carro armato e lanciandosi a tutta velocità contro la parete, decisi a sfondarla se necessario. La storia non si ferma. Il Muro è ancora là quando, nel 1988, i Pink Floyd si esibiscono oltre il Muro a Berlino Ovest. Una giovane, Gina, appassionata di fotografia e fan del gruppo inglese, assiste esterrefatta alla brutale carica dei Vopos contro i ragazzi presenti in strada per ascoltare il concerto. La ragazza documenta il tutto scattando alcune foto, gesto che la condannerà a quasi due anni di carcere, tra torture ed interrogatori per trovare un rullino che Gina non dirà mai dove ha nascosto. Poi la fatidica data: 9 novembre 1981, in cui i TG di tutto il mondo danno la notizia della Caduta del Muro di Berlino. Pochi conoscono quello che è realmente avvenuto quella notte né il ruolo che ebbe l’impertinente domanda di un giornalista italiano.

Come già successo con il lungometraggio Rwanda – Il film, vincitore di numerosi e prestigiosi premi nazionali ed internazionali, anche in questo caso il cast artistico de Il Muro si è affidato alla piattaforma Produzioni dal Basso, che li sostiene nella campagna di crowdfunding lanciata a supporto della realizzazione di questo documentario. E, nuovamente, FEDIC è lieta di aver concesso la propria partnership convinta a questo nuovo progetto, che è un’ulteriore dimostrazione del dinamismo e coraggio degli autori che fanno parte della nostra Federazione.

Joana Fresu De Azevedo