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I Supereroi senza superpoteri di Beatrice Baldacci approdano al Lido

Avete presente quei filmati in VHS in cui sta racchiusa la vostra infanzia o quella dei vostri genitori o figli? Quante storie, quante emozioni potrebbero ancora trasmettere? E’ da questo che parte l’idea del corto documentario Supereroi senza superpoteri, della giovane regista Beatrice Baldacci e unico italiano in concorso nella sezione Orizzonti. Prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico nell’ambito del “Premio Zavattini – Unarchive”, sostenuto dalla Siae e dal MiBACT, attraverso il bando “Sillumina”, e dalla Regione Lazio, e realizzato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, il film è distribuito da Elenfant Film.

In Supereroi senza superpoteri la memoria audiovisiva, attraverso un’attenta e delicata ricerca e uso di quei VHS di cui parlavamo, viene in supporto ai ricordi di infanzia nella ricostruzione emotiva di una forte relazione tra madre e figlia. Un esempio significativo di come il riuso creativo dei materiali d’archivio, anche personali e familiari, possa essere all’origine di una creatività filmica incisiva anche laddove, come in questo caso, con una profonda matrice autobiografica.

La potenza del ricordo che si trasforma in immagine, che diventa veicolo per la memoria, possiamo coglierla anche nella sinossi diffusa dalla regista, che ci dice:

Qualcuno inserisce una VHS in un videoregistratore. La cassetta va in play, sullo schermo compaiono immagini di ogni tipo. Le immagini sono consumate dal tempo, spesso indecifrabili. Sono i ricordi d’ infanzia di Beatrice. Come le VHS inevitabilmente rovinate dal tempo, allo stesso modo lo sono i suoi ricordi d’infanzia. Inizia così un percorso di elaborazione personale in cui rivive il rapporto con la madre malata. La ricerca è faticosa, le immagini si mischiano e si ricompongono assumendo significati del tutto nuovi. Grazie a questa dolorosa ricerca, ricostruisce la propria narrazione più intima per ritrovare ciò che aveva perduto.

Beatrice Baldacci rende ancora più chiaro il suo intento nelle note di regia che hanno accompagnato la presentazione della prestigiosa selezione del suo corto per la prossima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia:

I ricordi e il nostro odore personale sono una parte fondamentale della nostra identità, da custodire gelosamente. Questi elementi, però, pur essendo molto distanti tra loro, hanno una caratteristica in comune: sono evanescenti. Spesso scompaiono o vengono cancellati. In Supereroi senza superpoteri ho utilizzato un mezzo che nel corso del tempo ci ha permesso di imprimere in un oggetto fisico i momenti della nostra vita: le VHS. Anche queste, però, sono un mezzo instabile per custodire una cosa così preziosa, perché anche esse sono schiave del tempo. Si rovinano, si deformano e si sovrascrivono. Un giorno andando a trovare mia madre in ospedale l’abbracciai e mi accorsi che non riuscivo più a sentire il suo odore. Questa sensazione mi catapultò in una condizione di disorientamento ed angoscia. Mi resi conto di ciò che stavo perdendo. Iniziai a cercare tra i miei ricordi una dimensione di conforto legata all’infanzia. Trovai delle vecchie VHS di mia madre, erano vive e forti ma consumate dal tempo. Quella scoperta mi mise di fronte ad una serie di emozioni che non immaginavo potessi provare. Mettere in play la videocassetta e vedere il mio viso da bambina che mi guardava insieme a quello di mia madre, è stata una sensazione che improvvisamente mi ha catapultato in un mondo ormai lontano da me. Quelle VHS erano confuse nascondevano pezzi della mia memoria. Sembrava che le immagini mi spingessero a ricercare qualcosa che avevo dimenticato.

Ha solo 26 anni Beatrice Baldacci. Ma le idee molto chiare su come portare la visione del suo mondo attraverso il suo lavoro. Ed è la dimostrazione di quanta professionalità possa uscire fuori dalle nostre scuole di cinema. Infatti, nel 2014 si iscrive al corso di cinema della RUFA (Rome University of Fine Arts), dove realizza il progetto fotografico Mi trovo dove voglio che viene esposto presso il Palazzo Ducale di Genova. Nel 2015 frequenta l’accademia seguendo corsi di regia, cinematografia e direzione della fotografia con docenti del calibro di Daniele Ciprì e Fabio Mollo. Nel 2017 si laurea con lode presentando il cortometraggio Corvus Corax con cui vince numerosi premi nazionali e internazionali. Nel 2018 frequenta il corso base di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia con il docente Claudio Cupellini realizzando il cortometraggio Attenti al Cane! Con la vittoria del Premio Zavattini 2019, realizza il documentario autobiografico Supereroi senza superpoteri. Ora l’aspetta Venezia76. Ma non abbiamo dubbi che ci arriverà a testa alta. Perché iniziamo a credere che Beatrice qualche superpotere lo abbia davvero.

Joana Fresu De Azevedo