Festival

“Saturnia Film Festival”, una manifestazione itinerante in alcuni borghi della Maremma, tra qualità e spettacolo

Fuochi d’artificio alla conclusione della seconda edizione del Saturnia Film Festival, festival internazionale del cortometraggio. Fuochi d’artificio pirotecnici per salutare in modo spettacolare un Festival che ha riscontrato grande successo sia per la qualità delle opere presentate che per l’interesse registrato nel territorio. Territorio che ha risposto all’appello della Presidente del Festival Antonella Santarelli consentendo che le proiezioni avvenissero nelle piazzette di alcuni borghi medievali, molto pittoreschi. E’ stato bello assistere ,per esempio, alla proiezione, avvenuta nella Piazza del Castello di Montemerano cosi come la sera prima si era svolta a Rocchette di Fazio, affollata anche con persone del luogo che, per abitudine, si erano portate le proprie sedie da casa( il Festival era itinerante ed ha toccato quattro località storiche al centro della “Maremma”: oltre a quelle citate, Saturnia e Manciano). E bello è stato anche assistere alla cerimonia di premiazione, presentata con garbo e momenti di comicità dagli attori Karin Proia e Matteo Nicoletta, in un cornice elegante come quella delle Terme di Saturnia con il palco sistemato a bordo piscina.

Il Festival si è sviluppato in cinque giorni sotto la direzione artistica di Alessandro Grande, vincitore del David di Donatello 2018 con il corto “Bismillah”, che è stato anche candidato all’Oscar. A ricevere il Premio per la migliore Regia è stato il cortometraggio “Fauve” di Jeremy Comte. Un’opera altamente drammatica dove il gioco tra due ragazzini si è trasformato in tragedia senza che uno dei due se ne rendesse conto. Un crescendo di emozioni per lo spettatore, dal coinvolgimento nella gioia dei due ragazzini nel rincorrersi in una cava abbandonata alla fine drammatica dell’altro inghiottito nella sabbia, fino all’ammutolamento del “sopravvissuto” che troppo tardi si è accorto del tragedia che si stava consumando. Il cortometraggio ha ricevuto un premio di 1.500 euro ed una statuetta (che rappresenta il Festival) con la seguente motivazione:” un’opera selvaggia e intensa che narra la perdita dell’innocenza di due “scugnizzi”, straordinari, nel passaggio dall’infanzia giocosa alla crudeltà dell’età adulta”. Ad attribuirglielo è stata una giuria presieduta da Paolo Orlando, direttore di Medusa Film, e composta dal montatore Jacopo Quadri, Manuela Rima di Rai Cinema, i produttori Alessandro Amato e Luigi Chimienti di Dispàrte, Luca Marino di Indaco Film e gli attori Sabrina Paravicini e Raffaele Buranelli. Che ha anche attribuito altri premi. Migliore animazione , “Inanimate” di Lucia Bulgheroni, un’opera realizzata in stop motion , con protagonista Katherine, che ha attirato l’attenzione della giuria perché “è un incredibile viaggio alle origini dell’animazione” in una storia in cui “ la creatura incontra il suo creatore”.

Miglior documentario è stato riconosciuto “Mon amour, mon amì “ di Adriano Valerio sull’intensa e ambigua storia d’amore di una coppia(lei di Bari e lui di Casablanca, che vivono nelle colline umbre) prossima al matrimonio , soggetta alla dipendenza dell’alcol. Per la giuria “una struggente fotografia dell’eterna ricerca della felicità dell’essere umano, tanto più vittima della propria esistenza, quanto più bisognosa della ‘normalità’ di un rapporto affettivo”. Si aggiudica il premio di miglior fiction internazionale, il cortometraggio “Lucy” di Roberto Gutiérrez “per aver raccontato la solitudine in maniera nitida e poetica. Una grande forza visiva, a dimostrazione di qualità narrativa e sensibilità artistica”. Il corto ha per protagonista un solitario rumorista che filma segretamente la sua vicina di casa ricostruendo i suoni della sua vita : per lui diventa un’ossessione. Premiato come miglior fiction italiana “Si sospetta il movente passionale con l’aggravante dei futili motivi “ di Cosimo Alemà, intrigante storia con quattro donne che si scoprono essere legate sentimentalmente allo stesso uomo. Per la giuria ,“una black comedy originale, scorretta e divertentissima, con quattro protagoniste semplicemente perfette, filmate in un magistrale piano sequenza di emozioni”. Una menzione speciale della giuria per “My Tyson” di Claudio Casale con protagonista Alaoma Tyson, campione italiano di boxe dei pesi categoria Youth, figlio di nigeriani, la cui storia della famiglia viene raccontata dalla madre in un percorso di vita caratterizzato dal viaggio migratorio alle difficoltà economiche incontrate in Italia. Un premio così motivato: “una tematica tanto attuale quanto controversa, raccontata smarcandosi da facili retoriche attraverso gli occhi di una madre che conosce già il destino di un figlio, raccontata con un approccio cinematografico intimo, poetico e delicato con un tocco visivo e di messa in scena che rivela promettenti doti registiche”. Infine, il premio del pubblico che è andato a “Night Dancing” di Barney Cokeliss. Protagonista un uomo che ogni notte vede dalla sua finestra una donna bella e giovane che balla, leggiadramente, come se fosse un sogno. Ma è illusione o realtà? Un cortometraggio sull’amore, l’ossessione e l’illusione.

Un programma molto ricco, quello del Saturnia Film Festival, che ha annoverato anche una masterclass focalizzata sulla “Distribuzione del Cortometraggio”, tenuta dal presidente di giuria Paolo Orlando, direttore della distribuzione Medusa Film e svoltasi con una coinvolgente partecipazione di distributori e filmmaker, i quali hanno dato poi vita ad una tavola rotonda dal titolo “Il Cinema Breve”in cui sono emersi spunti interessanti per le problematiche del settore. Una Mostra fotografica ha omaggiato il regista Mario Monicelli attraverso l’esposizione, a cura di Lucia Baldini e Stefano Maffei di foto d’archivio del film “La grande guerra” di Mario Maffei che ne era stato l’aiuto regista. Accompagna la mostra un libro con testi del regista Daniele Costantini.

Al “Saturnia Film Festival” anche le prime immagini di “Redemption for a lost soul” che il regista messicano Roberto Valdes sta girando nelle province di Ragusa e Siracusa, sul Monterosso Almo. Sono state proiettate, alla presenza del Presidente Fedic Lorenzo Caravello e degli autori Turi Occhipinti e Gaetano Scollo del Cineclub Fedic Sentieri Iblei, fautori del progetto.

Paolo Micalizzi