Mondo Cinema

“FUORI ERA PRIMAVERA” regia di Gabriele Salvatores

di Giorgio Ricci

E’ il titolo del regalo che Gabriele Salvatores ha fatto agli amanti del documentario nel 2021.
E’ stato un amico, grande conoscitore ed esperto di cinema, a segnalarmi che la RAI lo avrebbe mandato in onda e lo ha fatto pochi minuti prima che accadesse e fortunatamente mia moglie quella sera aveva un programma che non includeva l’uso della televisione e così me lo sono goduto.
Si è così: me lo sono goduto.
Prima di vederlo mi chiedevo come Salvatores avesse potuto girare un documentario su tale oggetto in un momento in cui non solo non si poteva uscire di casa ma non si poteva nemmeno entrare da nessuna parte. E poi come si poteva immaginare di descrivere una cosa sconosciuta. Le idee potevano nascere solo su informazioni che arrivavano quotidianamente da radio televisione e giornali perché stando in casa non si poteva osservare nulla e parlare con pochi. E poi era limitato a ciò che pochi altri rilevavano. Infatti solo ora, dopo aver visto il documentario, sappiamo che il lockdown ha avuto aspetti e risvolti che hanno toccato diversi aspetti della vita e che non conoscevamo nella loro forma perché non li avevamo visti. La risposta alla mia domanda era stata che con risorse finanziarie adeguate si poteva fare tutto; uscire ed entrare, ma indubbiamente non si poteva arrivare dove non si sapeva di dover andare. Quindi mi sono seduto in poltrona comodo ma scettico.

Sarà per questo che ho visto un documento che mi è rimasto impresso per la sua completezza, la sua capacità di mostrarmi le cose con il rispetto della verità, senza ferire la sensibilità dell’osservatore, con un ritmo che si fermava prima di trasmetterti ansia, navigando attraverso tutte le ripercussioni che il Covid 19 ha provocato in ogni angolo della vita. Insomma un lavoro completo e magistrale.
Quando ho finito di vederlo ero meravigliato e colpito da ciò che avevo visto e, spinto dal mio desiderio di imparare, sono entrato in internet per sapere come aveva fatto Salvatores a spaziare in lungo e in largo senza conoscere quale fossero le conseguenze immediate del Covid 19. E la risposta che ho trovato ha aumentato la mia ammirazione per l’autore. Ha semplicemente lanciato un appello per avere delle immagini che gli sono puntualmente arrivate in una quantità smisurata! Credo che siano 18.000 circa i contributi dopo l’appello e chi come noi si cimenta nel dover comporre delle frasi con le immagini e metterle una accanto all’altra, sa quanto sia difficile farlo ideando e costruendo quelle occasioni che servono a far capire quello che si vuole comunicare. Salvatores lo ha fatto con frasi composte da altri ma sapientemente trovate ed accostate. Ne è uscito quello che per me è un capolavoro. Ne è uscita una immagine dell’uomo capace di esaltare il suo altruismo e contemporaneamente gli ha fatto notare la dannosità di alcuni suoi comportamenti. Ancora una volta ho avuto una conferma che la semplicità del linguaggio e della forma uniti ad una cultura di vita normale, racchiuse in chi sa riflettere su ciò che si accinge a fare, sono gli ingredienti migliori per raggiungere i risultati che ci prefiggiamo.

E’ indubbiamente una prerogativa degli artisti che eccellono sugli altri artisti e Salvatores a mio avviso è uno di questi e non mi poteva fare regalo più utile per migliorare il mio comportamento in questo inizio 2021 ancora martoriato dal Covid 19.
Grazie amico mio per avermi segnalato questa opera, quella sera.