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Rossana Molinatti: una persona veramente unica

FEDIC MAGAZINE N.20 – ANTICIPAZIONE
Un’altra anticipazione di Fedic Magazine per annunciare, purtroppo, un’altra perdita nel mondo Fedic. Quella di Rossana Molinatti, figura storica della nostra Federazione.  Me ne ha dato notizia l’amico Paolo Mameli del Cineclub Fedic Venezia, di cui Rossana era Presidente. Una notizia che ha destato molto cordoglio nella Fedic dove militava da molto tempo ed era conosciuta sia come filmmaker ma anche come creatrice di costumi che le disegnava ed indossava in occasione del Carnevale di Venezia.

Pubblichiamo in questo numero due significative Testimonianze pervenutaci subito dopo che la notizia si era diffusa. Altre che chi l’ha conosciuta vorrà mandarci le pubblicheremo nel numero 20 di Fedic Magazine in uscita verso il 20 gennaio.

Paolo Micalizzi  

 

Rossana Molinatti: una persona veramente unica

Purtroppo quest’anno è iniziato con una brutta notizia: Rossana Molinatti, la nostra Rossana, ci ha lasciato. Anche se da tempo non stava bene e, causa l’età, aveva diradato gli appuntamenti con noi, era sempre presente, perlomeno in spirito, con le sue osservazioni e i suoi consigli. Fino all’ultimo ha sempre cercato di produrre qualcosa, anche grazie ai suoi allievi del corso di cinema che teneva a Mestre, dando sempre il massimo.
Era una persona veramente unica, di una sensibilità rara, che spesso quando ci si metteva riusciva a trasformare dei semplici filmati in poesia come per “Calicanto” il corto con il quale ha vinto la medaglia d’oro UNICA.
Addio Rossana, con te se ne va una parte della nostra storia.

Paolo Mameli

 

“Lei e’ la Molinatti”
Non la conoscevo bene. Forse due parole in tutto. Ma Rossana, era una di quelle rare persone che non aveva bisogno dei classici tempi di conoscenza. A lei bastava il suo sorriso per conquistarti, seguito dal suo sguardo sincero e profondo. La prima volta che la vidi, in occasione di un’assemblea, chiesi, se non ricordo male, a Giorgio Ricci, chi fosse quella minuta ed esile signora di una certa età. “Lei, è la Molinatti”, mi fu detto. Senza aggiungere di più. Compresi il valore della sintetica risposta, riservata alle persone importanti, che non hanno bisogno di fronzoli. Un giorno, tornando da Venezia, mi ritrovai in un traghetto, affollato di gente. Vidi di spalle, la piccola silhouette di Rossana.

Speravo si voltasse, per incontrare il suo sguardo. A pochi metri dall’attracco, si girò per prepararsi all’uscita. Lei mi riconobbe e mi porse il suo saluto. Io contraccambiai, con un timido cenno di mano aperta, davanti al viso. Ero felice, perché mi aveva riconosciuto. Da allora, nelle rare occasioni d’incontro, ho ricercato nel suo sguardo quel pudico contatto, di un sorriso a distanza.

Gianluca Castellini

 

Rossana Molinatti, una natura davvero poliedrica

Stiamo vivendo giorni tristi e non mi riferisco soltanto alla pandemia di Covid che ci ha reclusi in casa e non ci ha più permesso i contatti umani, gli abbracci e le gioie della condivisione. Intendo riferirmi alla morte di Rossana Molinatti. Già qualche giorno fa abbiamo pianto la dipartita di Delia Asti che ci ha fatto sprofondare in uno sconforto indescrivibile. Rossana lascia in tutti noi della Fedic, e non solo, il rimpianto per la sua innata gentilezza, umanità, genialità. La ricordo quando ai nostri incontri alle varie Rassegne, ci mostrava il suo ultimo catalogo con le sue creazioni di maschere che a Venezia avevano avuto un grandioso successo.
In quelle immagini potevamo scorgere tutta la sua abilità, inventiva, creatività, le stesse qualità che trasparivano dai suoi cortometraggi che sempre ricevevano unanimi consensi, tali da conquistare premi molto importanti. Rosanna aveva una natura davvero poliedrica poiché i suoi campi di attività erano numerosi che spaziavano dall’insegnamento al disegno, dal cinema alla pittura, alla fotografia. La sua genialità non aveva limiti.
Essendo veneziana, ci deliziava con il suo accento e nei suoi discorsi, mai banali, ogni tanto si lasciava sfuggire qualche espressione dialettale. Aveva frequentato l’Accademia delle Belle Arti, dopo aver preso la maturità classica. Le sue opere cinematografiche che presentava a San Giovanni Valdarno, ma anche in tantissime altre rassegne, spaziavano nei generi diversi e sapeva molto bene cogliere certe atmosfere tali da farle diventare magiche. Per non parlare, poi, dei tanti “corti” con cui sapeva carpire le espressioni, ora meste ora allegre, dei personaggi.
La filmografia di Rossana Molinatti è immensa. Alcune sue opere hanno lasciato in noi spettatori un ricordo indelebile. Tanto per citarne qualcuna ricordo “Riflessioni”, “La memoria del tempo”, “Convivenze”. Ma, come dicevo, tante sono state le opere che ora Rossana lascia al mondo perché esse possano ancora entusiasmare chi le visionerà in futuro. Ciao Rossana, ci mancherai.

Beppe Rizzo