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PREMI E PROPOSTE DEL FESTIVAL DEL CINEMA DI PORRETTA TERME SVOLTOSI NEL NOME DI GIULIETTA MASINA

di Paolo Micalizzi –

Anche il Festival del Cinema di Porretta Terme non si è arreso alla pandemia ed ha svolto la sua diciannovesima edizione dall’1 al 8 dicembre in streaming sulla piattaforma Mymovies.it. Ad illuminare il Festival il volto di Giulietta Masina alla quale è stata dedicata una Mostra fotografica dal titolo “Inedita Giulietta”, realizzata in collaborazione con il CSC-Centro Sperimentale di Cinematografia, che sarà possibile vedere fino alla fine del mese di gennaio 2021.
Un’ottima occasione per ripercorrere la sua filmografia che conta film fondamentali del cinema italiano del dopoguerra come quelli interpretati per il marito (dall’indimenticabile “La strada” del 1954 a “Ginger e Fred” del 1986) senza dimenticare il suo ruolo di ingenua in “Fortunella” (1958) di Eduardo De Filippo o quello drammatico in “Nella città l’inferno” (1958) di Renato Castellani: ruoli che la impongono nella memoria dello spettatore e nella Storia del Cinema Italiano. I grandi protagonisti del Festival sono stati i Manetti Bros che hanno ricevuto il Premio alla carriera. Dei due fratelli Marco e Antonio Manetti sono alcune opere che li hanno rivelati nel mondo cinematografico per la loro versatilità. In programma “Ammore e malavita” con il quale vinsero nel 2018 un David di Donatello, ma anche “Piano 17” del 2005, in attesa di programmare, dopo il Coronavirus, una loro Retrospettiva. Due autori diventati famosi, soprattutto per le loro commedie musicali tra cui è da annoverare anche “Song’e Napule”. Di loro si vedrà prossimamente “Diabolik”, molto atteso.

I Manetti Bros

E’ stato poi omaggiato, e siamo alla seconda edizione, con un premio a lui intitolato il regista Elio Petri che con Porretta ha avuto un forte legame grazie alla Mostra del cinema libero di Porretta Terme che negli anni Sessanta costituì uno dei più importanti antifestival italiani.  Sono sette i film del 2020 selezionati per il Premio: “Hammamet” di Gianni Amelio, “Spaccapietre” di Gianluca e Massimiliano De Serio, “Non odiare” di Mauro Mancini, “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli, “Favolacce” di Damiano Damiani e “Padrenostro” di Claudio Noce. A valutarli, una Giuria presieduta da Walter Veltroni che ha premiato, ex aequo, il film di Amelio incentrato sugli ultimi giorni di vita di Bettino Craxi interpretato dallo straordinario Pierfrancesco Favino e quello di Diritti che ricostruisce la vita errabonda del pittore Antonio Ligabue, cui ha dato vita anch’esso in maniera straordinaria l’attore Elio Germano.  Altri film da valutare sono stati quelli del Concorso “Fuori dal giro” che dedica attenzione ad opere che hanno avuto una minore distribuzione in sala: “Simple Women” di Chiara Malta, “Buio” di Emanuela Rossi, “Letto N.6” di Milena Cocozza, “La regola d’oro” di Alessandro Lunardelli e “Dio salvi la regina” di Andrés Arce Maldonado. Due i premi assegnati. ”Buio” ha vinto il Premio della Giuria Giovani assegnato da una selezione di oltre 30 studenti delle scuole superiori del territorio., mentre “La regola d’oro” ha vinto il Premio del pubblico. Il film di Emanuela Rossi è incentrato su tre sorelle che vivono in una casa dalle finestre sbarrate, in una sorta di eterna quarantena. Il padre ogni sera dopo essersi spogliato della maschera antigas e della tuta termica. Porta loro il cibo e le aggiorna con i racconti dell’Apocalisse. Ma un giorno non ritorna e spetta a Stella, la sorella maggiore, uscire per cercare il cibo. All’improvviso il padre fa ritorno e le sorelle si scagliano contro di lui.  Un thriller dall’atmosfera fantascientifica, da fiaba Dark.

Un’immagine del film “Buio”

La Giuria lo ha premiato perché “ha trattato un tema purtroppo attuale come quello della violenza sulle donne, con originalità, delineando accuratamente la psicologia dei meccanismi di potere ad esso insiti, racchiudendo sullo sfondo di una fotografia evocativa un’interpretazione toccante”. Il film di Alessandro Lunardelli è un’opera che ha per protagonista un giovane militare dell’esercito italiano che cade vittima di un sequestro in Libano, in seguito ad un atto di insubordinazione. Liberato dopo molti mesi, fa ritorno nel suo paese in fibrillazione per l’evento, dove viene considerato un eroe, e suo malgrado, perché è un’esperienza che vorrebbe dimenticare, viene preparato per uno spettacolo televisivo dove avrà i suoi minuti di popolarità. Un film sulle difficoltà di un militare nel rientrare a casa dopo aver conosciuto gli orrori della guerra, e sul cinismo dei mass media.
Uno sguardo del Festival al film di esordio di un cineasta con la Sezione “La prima volta di…”. Un’operazione culturale tesa a mostrare l’evoluzione che un regista può attraversare nel corso degli anni e della propria carriera ma anche a capire quanto dell’originalità e della visione dietro la macchina da presa che lo ha fatto conoscere possa essere rimasta intatta. Il regista è il cileno Pablo Larrain ed il film “La fuga” (2006), mai distribuito in Italia. Un thriller ambientato nel mondo della musica.
Altra opera da riscoprire è stata “Via Tasso” di Luigi Di Gianni che ricostruisce, utilizzando materiale di repertorio, alcune vicende dell’occupazione nazista a Roma: vinse la Coppa Anica al Festival dei popoli del 1960 e fu selezionato per l’Oscar del Documentario. Lo ha riproposto la Sezione “Documenti maltrattati”.

Il regista Luigi Di Gianni

Altre le proposte del ricco programma del Festival di Porretta Terme, tra cui un Focus sull’Emilia – Romagna per sottolineare come in questi ultimi anni si sia ben distinta per la produzione realizzata nel territorio. Tre i film in programma: “Gli anni che cantano” di Filippo Vendemmiati, “Quel che conta è il pensiero” di Luca Zambianchi e “Il colore di sera” di Spartaco Capozzi: gli ultimi due erano proiettati in Anteprima.
In programma anche il documentario di Anna Albertano “Daniel Schmid – Un racconto fuori stagione” che è tratto da conversazioni del critico cinematografico Luisa Ceretto con il regista svizzero durante un suo soggiorno a Bologna alla fine degli anni Novanta, in occasione di una Retrospettiva dei suoi film.  Daniel Schmid parla della sua idea di cinema, della sua formazione, di incontri e sodalizi con attori e registi, in un racconto che a tratti rivela momenti importanti della sua biografia umana e artistica, Un altro recupero del Festival di Porretta per la memoria del cinema.
Il Festival del Cinema di Porretta Terme si è svolto online con successo registrando oltre 1.700 spettatori in 120.000 minuti di visioni complessivi.