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FELLINI 100

RIVIVERE FEDERICO FELLINI di Paolo Micalizzi

Un ricordo di Federico Fellini da parte di chi l’ha conosciuto e che tantissimi anni gli ha fatto i tarocchi, essendo stato, come è noto, il grande regista un cultore di tutto ciò che è occulto. Ci riferiamo a “La cartomante di Fellini”, come la giornalista e scrittrice Marina Ceratto Boratto intitola il suo libro che racconta il suo rapporto con Federico Fellini da lei conosciuto per la prima volta sul Set del film “8 ½” quando accompagnò la madre , la celebre  Caterina Boratto, che dopo i film interpretati negli anni Trenta e la chiamata ad Hollywood  era stata dimenticata dal cinema, ed era ritornata alla Ribalta grazie  all’ incontro casuale con Federico Fellini in via Frattina, all’uscita della Standa.

La scrittrice Marina Ceratto Boratto intervistata da Paolo Micalizzi alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Montecatini Terme Antonella Volpi

Un incontro fulminante che indusse il grande Maestro riminese a volerla fortemente nel film che stava per realizzare, “8 ½” appunto, affidandole il ruolo della Signora misteriosa, un personaggio inventato lì per lì proprio per lei. E la volle poi anche in “Giulietta degli spiriti” nel ruolo della madre di Giulietta, superbamente bella.  Quando Marina Ceratto incontrò per la prima volta Federico Fellini aveva sedici anni e fu subito chiamata dal Maestro, per lei il Faro, tesorino che in seguito divenne Marina la bella, Marinella, Marinotta, ma anche Bambocciona. Divennero subito amici, e da allora Marina Ceratto frequentò il suo mondo: dai set felliniani al Teatro 5 di Cinecittà, alle cene in casa sua a Fregene preparate da Giulietta Masina, facendoci scoprire un Federico Fellini inedito, con i suoi pregi e difetti ma sempre un Genio al quale tutto si perdonava.
Un racconto di vita vissuta, quello da lei fatto nel Caffè letterario del Tettuccio, che la portava a volte a commuoversi e che coinvolgeva i partecipanti alla presentazione del suo libro. Una Vita vissuta con l’Uomo, il Genio, l’Amico, come recita il sottotitolo del libro “La cartomante di Fellini”, con il quale ha avuto una lunga frequentazione condividendo i suoi segreti, il racconto delle sue “avventure” più o meno intense che però non incrinavano l’amore per la moglie Giulietta, l’inclinazione per l’inconscio e la psicoanalisi, per gli oroscopi e il destino. Condividendo anche il pensiero di Fellini sulla spiritualità, sulla sua costante speranza che Dio gli si rivelasse. Un continuo rapporto fino alla sua morte che lei dopo due giorni, come scrive nel suo libro, sognava che l’aspettasse alla metropolitana di Piazza Euclide. Ma quando allungò il braccio per salutarlo, davanti a lei non c’era nessuno e si risvegliò di colpo, il viso bagnato di lacrime. “Nell’intimo del mio cuore però, scrive, non potevo più stare in lutto: Federico mi aveva voluto dire tutto in un breve sogno, che era libero e nella luce. E quando in cielo vedo brillare una stella più forte delle altre penso che Lui è vivo, esiste ancora. Cercatelo, è Lassù”.

Un momento delle dediche ai lettori del suo libro

Un racconto dal quale riesci a capire meglio anche i film di Federico Fellini che lei ha frequentato scrivendo anche il diario di lavorazione del “Satyricon” che gli consentì di vederlo dirigere le scene dell’harem che filmava con estro, piglio, inventiva, forza e sicurezza, all’epoca paragonabile a nessuno. Un’esperienza che ricorda come una sorta di magia.
Ed in questa magia Marina Ceratto Boratto ha coinvolto quanti hanno avuto il grande piacere di ascoltarla.