Condividi

In occasione dell’ultima giornata della 75^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nello Spazio FEdS della Fondazione Ente dello Spettacolo (Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia) si è svolta la consegna dei premi Collaterali Venezia75. Ha presentato Federico Pontiggia, giornalista della Rivista del Cinematografo.

La Giuria del Premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub ), giunto alla 25° edizione, presieduta da Ferruccio Gard e composta da Marco Asunis, Alfredo Baldi, Nino Battaglia, Carlotta Bruschi, Giuliano Gallini, Carlo Gentile, Franco Mariotti, Paolo Micalizzi, Lorenzo Reggiani , Betty Zanotelli e Giancarlo Zappoli, ha attribuito il Premio FEDIC destinato “all’opera che meglio riflette l’autonomia creativa e la libertà espressiva dell’autore” al film “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini (Sezione Venezia-Orizzonti). Questa la motivazione: “Per la toccante e oggettiva ricostruzione, senza strumentalizzazioni o concessioni a facili effetti, degli ultimi spaventosi sette giorni di vita di Stefano Cucchi. Un film che si può definire di servizio verso il pubblico”.

Inoltre, la Giuria FEDIC ha assegnato anche due menzioni speciali.

La prima al film “Ricordi?” di Valerio Mieli (Le Giornate degli Autori). La motivazione recita: “Quando il cinema diventa poesia. Ricerca dell’amore fra felicità e sofferenze, ricordi, emozioni, colori che simboleggiano gioia ma anche mal di vivere, nostalgia di momenti vissuti e speranze, in un incontro fra giovani che si innamorano, si lasciano e…”

La seconda menzione FEDIC – Il Giornale del Cibo (5^ edizione) destinata “all’opera che propone la scena più significativa legata al cibo e alla alimentazione” va al film “I Villani” di Daniele De Michele (Le Giornate degli Autori), in quanto: “Senza l’uomo la terra non c’è più “dice la canzone di chiusura di questo documentario che, dalla Sicilia al Trentino, con la voce di alcuni agricoltori, pastori e pescatori, descrive il loro duro lavoro, rivolto anche a conservare la tradizione della cucina italiana, che è un patrimonio ma anche un atto d’amore, come testimonia il pranzo fra i protagonisti, fra sudore, gioia e senso di gratificazione.