ARKA - Assemini

 

L’Associazione Culturale ARKA (H.C.E.), fondata e diretta dal regista Massimo Zanasi, si compone di due settori complementari: l’Ensemble di Sperimentazione Scenica, vero e proprio nucleo propulsore concentrato sulla ricerca dei modi e delle modalita' espressive e sulla produzione di opere che da diversi anni girano il mondo riportando in primo piano il problema dell’Artifex (Autore–Regista–Attore/Attante), ed il Laboratorio di Ricerca sullo spettacolo che pu˜ essere considerato un centro di iniziative culturali e di proposte artistiche particolarmente attento alle forme linguistiche ed estetiche delle diverse arti, cinematografiche e non. Entrambi i settori svolgono il loro lavoro all’insegna di un progetto comune, denominato Drammaturgia delle Arti per sottolineare una ipotesi di sviluppo e di approfondimenti interdisciplinari attraverso ricerche parallele, aperte al confronto e alla cooperazione, per lo studio dei rapporti etici ed estetici tra le molteplici funzioni della parola, dell’immagine, del suono, della scrittura e del movimento. L’Associazione gestisce da più di dieci anni il Centro Culturale Indipendente SPAZIO ARKA sito in Assemini (CA) – via Tevere 47, dove vengono presentate rassegne video–cinematografiche tematiche e/o monografiche e dove si realizzano spettacoli, rassegne teatrali e musicali, stages, laboratori, readings, mostre e conferenze. Nell’ambito della stessa associazione, è attivo l’Archivio Pubblico Arti Musica e Spettacolo (APAMS) riconosciuto dalla Regione Autonoma della Sardegna dal 1993 e presente nelle pubblicazioni sulle biblio-mediateche d’Italia. InterAzioni è il progetto originale che veicola i programmi di studio e le principali attivitˆ di ricerca che l’associazione conduce parallelamente sui diversi linguaggi della scena e del pensiero contemporaneo. Questa idea di un laboratorio permanente e di una serie di rassegne regionali, nazionali ed internazionali di Performing Arts (Teatro, Musica, Danza, Poesia), Video, Cortometraggi e Installazioni ci ha permesso di definire dei contatti stabili e stimolanti con altre direzioni artistiche con le quali coordinare in Europa – ed anche oltre, come in Giappone, Nord–America... – i risultati di un particolare settore della Sperimentazione che per sua natura non fabbrica quasi mai dei “prodotti” di consumo immediato. La scelta, dunque, di presentare periodicamente al pubblico le ricerche di autori provenienti da diversi ambiti – da quelli “ufficiali” a quelli “autoprodotti” e talvolta “laterali” rispetto alle istituzioni e al mercato attuali, scavalcando gerarchie e false classificazioni –, riassume ineluttabilmente i connotati di una scelta politica anche a favore delle lingue tagliate e delle grandi minoritˆ del pensiero scenico-visuale e della storia dell’arte, come quelle provenienti appunto sia dalle isole etniche dell’area mediterranea in cui operiamo, che dalle isole etniche ed intellettuali presenti pur sempre nelle grandi aree metropolitane del pianeta. In tutti questi casi i parametri del cinema, del video, del teatro, delle arti figurative, della musica e della poesia, sono insufficienti presi singolarmente e nell’utilizzarli bisogna continuamente metterli a registro tra loro con un approccio che sia anche antropologico e non solo estetico perchè l’autore del nostro tempo – che si muove spesso in una luce di tramonto e di declino dell’arte come fenomeno specifico, affogata com’è in una generale estetizzazione dell’esistenza –, oltre a saper dire possa anche sempre sperimentare percorsi vecchi e nuovi per testimoniare dell’epoca in corso, per riscoprire continuamente ciò che deve dire.