Alassio - Alassio

 

Il 26 Novembre 1956 il vice segretario del Comune di Alassio, Dott. Giuseppe Pettini, scrive alla Rivista “L’ALTRO CINEMA” per chiedere consigli circa la costituzione di un Cine Club. Leonida Gafforio – direttore della Rivista - suggerisce di scrivere alla Presidenza della Federazione dei Cineclub (Fedic) Via Santa Susanna 17 – Roma). Il che avviene con lettera dell’11 gennaio 1957. La risposta della Fedic è disarmante: “Possono essere affiliati alla Fedic unicamente Cineclub in capoluoghi di provincia”; essa suggerisce al Club di Alassio di far parte del C.C. di Savona, oppure di quello del Tigullio. E poiché Alassio ha inviato un assegno circolare di lire 14.400 per le quote associative, il documento di credito viene restituito come allegato. Con una lunghissima lettera del 14 febbraio 1957, il Club di Alassio manifesta tutto il suo disappunto ed espone i motovi per cui la Fedic dovrebbe rivedere il suo statuto per cancellare quell’infame articolo. Anche il Cine Club Milano, interpellato sull’argomento, risponde: “Non creda che il caso di Alassio sia il primo, poiché spiacevoli episodi del genere sono già avvenuti per altri centri importantissimi della Lombardia. Con la presidenza della Fedic bisogna essere seccanti, petulanti, intransigenti; soltanto in questo modo si riesce ad ottenere qualcosa”. Intanto, il 18 marzo 1957, avviene la costituzione del sodalizio alassino presso il Notaio Avv. Pietro Sibelli. I soci fondatori sono: Dott. Giuseppe Pettini, Umberto Manfredi, Eugenio Oddenino, Antonio Rovere, Emanuele Aicardi.. Altri soci fondatori, non presenti alla riunione notarile, sono Dott. William Barinetti, Dott. Giannetto Beniscelli, Mario Poma, Mario Berrino, Claudio Gavaldo. .Nel Consiglio Direttivo del 20 Marzo 1957 (formato dai Signori: Presidente-Dott. Giuseppe Pettini, Consiglieri-Mario Poma, Dott. William Barinetti, Mario Berrino, Direttore di produzione-Umberto Manfredi, Segretario-Emanuele Aicardi, Tesoriere-Eugenio Oddenino), viene decisa all’unanimità l’adesione alla Federazione, dando mandato al presidente di espletare le pratiche necessarie. E’ tra i dettami della Fedic che la richiesta di affiliazione scaturisca da una delibera del Consiglio direttivo del Club alassino. Il 23 aprile 1957 il Direttivo del Cine Club Alassio scrive a Leonida Gafforio, presidente del Cineclub Milano, per conoscere le norme che regolano la formazione di giurie per l’organizzazione di concorsi nazionali. Nel 1958, infatti, il Club indìce uno dei più importanti concorsi: La Cappelletta d’Oro, a cui parteciperanno Autori di grande impegno cinematografico: Bruno Bozzetto, Paolo Capoferri, Italo Carrone, Mino Crocè, per indicarne solo alcuni. Finalmente, l’adesione alla Federazione dei Cineclub viene accolta in data 18 Maggio 1957. Il 31 dello stesso mese, il Presidente del Cine Club Alassio ringrazia il Segretario della Fedic con queste parole: “La notizia, tanto attesa, dell’entrata a far parte della Famiglia della Fedic, che Ella gentilmente mi dà colla Sua del 18 u.s., ha suscitato nei nostri iscritti la più viva soddisfazione ed entusiasmo”. Oltre alla Fedic e all’Unica (organismo internazionale quest’ultimo), il Club, che svolge pure un’importante attività fotografica, si associa alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), alla FIAP e alla PSA. Allaccia rapporti con le migliori Riviste fotografiche e cinematografiche (“Fotografia”, “Primi Piani”, “Progresso Fotografico”, “L’altro Cinema”). Il Cine Club Alassio si propone di svolgere le seguenti attività: a) organizzare la proiezione di film a formato ridotto e particolarmente quelli realizzati dai Soci; b) organizzare riunioni, discussioni, lezioni interessanti gli Autori e fornire ad essi dimostrazioni pratiche sulla tecnica cinematografica; c) allestire complessi tecnici da mettere a disposizione dei Soci, nonché una biblioteca ed una cineteca; d) procurare facilitazioni, sconti e privilegi ai Soci del Club; e) assistere i Soci nella partecipazione ai concorsi nazionali ed internazionali, ed appoggiarli nella realizzazione dei loro film; f) promuovere qualsiasi iniziativa che possa facilitare ed incrementare la produzione di film a formato ridotto; g) svolgere tutte quelle attività che i suoi organi statutari riconoscono utili per il raggiungimento dei proppri scopi. L’anno 1957 è un anno di grande fermento in seno al Cine Club Alassio. Vi è un intenso scambio di corrispondenza tra varie organizzazioni, anche e soprattutto fotografiche: Kodak, Ferrania, Motta, Fiaf, riviste fotografiche, Saloni nazionali ed internazionali, richieste di collaborazione tra Cineclub, scambio di iniziative (mostre), Agenzie per la vendita e il noleggio di film, e tanto altro. I principali fautori di questa intensa attività sono il Dottor Pettini-presidente, e il Signor Poma-segretario, senza escludere, ovviamente, tutto il Consiglio Direttivo e altri Soci. Dopo il primo anno di attività, il Cineclub di Alassio conta 43 iscritti, dei quali viene redatto un elenco (voluto dalla Fedic) comprendente, oltre i nominativi, anche il tipo di proiettore e di cinepresa posseduti da ciascuno. Viene evidenziato anche il possesso della moviola (7 su 43) e del proiettore sonoro (4 su 43). Il 16 marzo 1958 il Cineclub, in base ad accordi presi in precedenza, si reca a visitare gli stabilimenti della Ferrania. Un particolare che è bene mettere in evidenza è il contenuto della lettera della Ferrania, da cui si evince tra l’altro: ”Dato che il numero dei partecipanti è già abbastanza elevato, Vi saremo grati se vorrete attenerVi ai nominativi di cui all’elenco allegato alla Vostra succitata”. Tanti sono i Cineclub con cui quello di Alassio mantiene rapporti di corrispondenza per concorsi ed altre attività: “foto club palermo”, “cinefotoclub brescia”, “circolo fotografico triestino”, “cine club milano”, e poi Pinerolo, Sanremo, Viareggio, Pavia, Padova, Vigevano, Venezia, Ferrara, Piemonte, ecc. Il 29 aprile 1958 il Centro Culturale USIS (United States Information Service) comunica al Club di Alassio l’avvenuta spedizione di quattro documentari, da rispedire, dopo averli visionati, all’USIS di Genova. Nel luglio 1958, nell’ambito del 1* Concorso “Cappelletta d’Oro”, vengono comunicati i risultati ai numerosi concorrenti. Per questa prima edizione la Giuria è formata da: Emanuele Aicardi (consigliere del Cineclub), Claudio Bertieri (giornalista e critico), Italo Carrone (consigliere Fedic), Leonida Gafforio (direttore “L’altro Cinema”), Carlo Moradei (“L’altro Cinema”). Durante la riunione annuale a Montecatini dei presidenti di Cineclub del 1961, si discute delle quote associative piuttosto alte che i Club devono versare alla Federazione. Vengono avanzate delle proposte e il Cineclub Alassio afferma, tra le altre cose: “il nostro cineclub è forse l’unico in Italia che non abbia mai avuto sovvenzioni dalla Fedic, eppure versiamo annualmente ben settanta quote!”. Con Circolare N. 2 – 20 Maggio 1963 la Fedic informa tutti i Cineclub che gli Uffici della Federazione sono stati trasferiti in Via di Villa Patrizi 10 – Roma. Con la stessa circolare vengono comunicate le regole per partecipare al XIV Concorso Nazionale del Film d’Amatore a Montecatini dal 7 al 13 Luglio 1963. Con lettera circolare 29 febbraio 1964 a tutti i presidenti di C.C. il presidente Fedic Avv.Michele Tufaroli-Luciano sollecita l’invio dell’elenco dei soci in modo da poter effettuare la spedizione della Rivista “Il Cineamatore”. Con lettera circolare 23 aprile 1964 la Fedic pone l’accento sulla importanza che ha il cineamatorismo per avvenimenti legati alla cronaca e alla storia italiane e come esempio riferisce che “nella circostanza della uccisione del presidente Kennedy l’unica testimonianza filmata è stata la rispresa effettuata da un cinedilettante con una macchina 8mm”. Invita, pertanto, a inviare documenti filmati alla presidenza Fedic, la quale li rimetterà a sua volta alla RAI per un’apposita rubrica televisiva. Il 1971 segna una svolta, per un certo senso negativa, nei rapporti con la Fedic. Il Club di Alassio non rinnova più il tesseramento con la Federazione. Pietro Di Mattia della Fedic, con lettera del 20 novembre 1974 chiede spiegazioni al club alassino. Candido Perego, nuovo presidente, comunica con lettera del 3 dicembre, la dipartita del precedente presidente William Barinetti e aggiunge che la mancata iscrizione alla Fedic è dovuta al fatto che, in seno al Cineclub, non esistono più film-makers qualificati. (Bisognerà attendere la fine degli anni ’70 quando si iscriverà al club di Alassio Beppe Rizzo, film-maker piuttosto impegnato) . Nel 1980, presidente del Club di Alassio Renzo De Maestri, viene ristabilito il tesseramento con la Fedic. Il 19 ottobre 1974 il vice presidente Fedic Adriano Asti comunica la dipartita di Gianni de Tomasi, presidente della Federazione. Gli subentrerà lo stesso Adriano Asti. Nel 1975 la Fedic trasmette l’elenco dei Cineclub affiliati: sono 91, di cui 6 in Sicilia. Con lettera 10 Febbraio 1976 il presidente della Fedic invita i presidenti di Cineclub a prendere contatti con un Cinema cittadino affinchè venga programmata ogni settimana una giornata “Cinema d’Essai” con film di valore artistico e suggerisce il modo e i tempi con cui l’iniziativa possa essere realizzata. Il 16 gennaio 1977, in occasione dell’assemblea annuale della Fedic, vengono rinnovate le cariche sociali. Si riportano di seguito gli eletti al Consiglio Direttivo (tutte persone che hanno lasciato una impronta indelebile nell’attività del sodalizio): Adriano Asti (riconfermato presidente), Gian Paolo Bernagozzi, Giuliano Birindelli, Gabriele Candiolo, Italo Carrone, Gaspare Cusimano, Pietro Di Mattia, Giorgio Garibaldi, Nino Giansiracusa, Giuseppe Gulli, Piero Livi, Gianni Livi, Tullio Mainardi, Roberto Montanari, Carla Negri, Ignazio Rossi, Nando Scanu, Michele Tufaroli-Luciano. Adriano Asti avrà modo di dire: “la nostra Federazione è un organismo vitale e libero che non ha risentito e non risente della paurosa crisi culturale che attraversa il nostro Paese”. Negli anni ’80 e buona parte degli anni ’90 l’attività del Cine Club Alassio si suddivide in due parti: quella fotografica, con l’organizzazione di due importantissimi concorsi; e quella cinematografica con la ripresa del concorso “La Cappelletta d’Oro” e la partecipazione ai concorsi nazionali ed internazionali con le opere di Beppe Rizzo. I due concorsi fotografici sono: il “Torrione d’Oro”, dal nome di una torre ubicata sulla spiaggia di Alassio risalente ai secoli passati e che serviva come punto di avvistamento delle imbarcazioni dei pirati turchi e barbareschi che razziavano le coste liguri, e il “Memorial Barinetti”, proiezioni in una sala cittadina di diaporami (diapositive in dissolvenza incrociata, con effetti visivi interessanti, musica di sostegno in sincrono con le immagini). La Cappelletta d’oro, purtroppo, è stata abolita per mancanza di sponsorizzazioni. Dal 1980 la sua organizzazione era stata affidata a Beppe Rizzo con l’insostituibile aiuto di Nello Aicardi. La sua formula internazionale richiedeva un gran lavoro di preparazione e di svolgimento ed aveva raggiunto un glorioso prestigio e grande apprezzamento da parte degli innumerevoli partecipanti. Il trofeo in oro della “Cappelletta” (raffigurante la cappella votiva che trovasi nel porto di Alassio) rappresentava un premio molto ambìto. L’ultima edizione si è svolta nel 2001. Mino Crocè del C.C. Casale Monferrato vinse due edizioni. La partecipazione ai concorsi cinematografici, invece, continua. Sia il Torrione d’Oro, sia il Memorial Barinetti, sono stati anch’essi aboliti per mancanza di fondi. L’ultima edizione del Memorial Barinetti (dedicato al defunto presidente William Barinetti), si è svolta nel 1998. Il Torrione d’Oro richiedeva un enorme lavoro da parte di tutti i soci del Club, specialmente del segretario Angelo Molle, che dedicava tutto il suo tempo, con passione viscerale. I pacchetti contenenti le diapositive arrivavano a migliaia (sic), perfino dall’Australia e dall’America; la giuria era internazionale; la selezione richiedeva alcuni mesi di intenso lavoro. Con lettera datata 17 febbraio 2009 indirizzata a Massimo Maisetti, presidente della Fedic, Emanuele (Nello) Aicardi si dimette da presidente del Club di Alassio. La presidenza passa a Beppe Rizzo. Le ragioni di ciò sono dovute alle non perfette condizioni di salute di Aicardi del quale i Soci piangeranno la dipartita due anni dopo, il 26 febbraio 2011. Già dal 1998 l’attività del Cine Club Alassio si concentra sulla produzione di cortometraggi da parte di Rizzo e sulla direzione artistica di Cineforum, dapprima presso il Cinema Ritz della città e poi, quando la sala chiude, presso l’Auditorium del Collegio Don Bosco (2010/2011) e della Biblioteca Civica (2011/2012 e 2012/2013). Fino al 2011 Beppe Rizzo ha anche curato la direzione artistica di Peagna Cinema.